L’uomo che morde la pecorella

Che cosa ci stanno dicendo quando conferiscono un encomio ad un carabiniere che non sfodera il manganello o la pistola di fronte a un ragazzo che senza casco e armi si prende gioco di lui a parole? Semplice, ci stanno dicendo che quel carabiniere ha fatto qualcosa di straordinario, cioè fuori dal normale. E forse è vero. In genere, lo abbiamo visto, un carabiniere gli avrebbe sfondato la faccia. Lo si è visto fare per molto meno. Di video in cui membri delle forze dell’ordine perdono il controllo ce ne sono a centinaia. Sto parlando di forze dell’ordine dello stato italiano. Sto parlando di manifestazioni di studenti, di manifestazioni contro la tav, del G8 di Genova. Se ne possono trovare quante se ne vogliono. Agenti che lanciano pietre, agenti che picchiano quindicenni, gruppi di agenti che si accaniscono su persone inermi a terra. Quindi forse hanno fatto bene ad encomiarlo.

Quel carabiniere forse è un eroe perché a differenza di molti dei suoi colleghi ha fatto il suo lavoro senza usare il suo potere e la sua attrezzatura per sfogare fustrazioni personali. Dico forse perché anche il più grande drogato di grande fratello si renderà conto che la presenza della telecamera sulla scena falsa qualsiasi interazione tra esseri umani. Senza la telecamera il Marco Bruno probabilmente non avrebbe fatto lo splendido, perché senza la telecamera il carabiniere non avrebbe tenuto un comportamento da encomio. Sarebbe bastato molto meno di quello che ha detto per far scattare la carica. Chiunque abbia partecipato ad una manifestazione lo sa. Chiunque abbia voglia di farsene un’idea può farlo cercando. Se invece appartenete a quella schiera di persone che non vogliono sapere, che sanno già chi sono i buoni e chi i cattivi allora qualunque cosa vedrete confermerà solo i vostri pregiudizi.

Ci sarebbe anche da chiedersi che valore abbia l’apprezzamento di persone che sostengono l’operato delle forze dell’ordine a prescindere. Quelli che hanno riempito le pagine dei loro giornali con la retorica del povero carabiniere buono figlio di operai gli avrebbero dato il loro encomio in qualunque caso, che gli avesse spaccato la faccia o che avesse fatto quello che ha fatto, semplicemente per il fatto che è un carabiniere, quelli che qualunque cosa faccia un carabiniere, un poliziotto, un militare fa sempre la cosa giusta. Sono gli stessi che hanno giustificato il blitz alla Diaz, quelli che hanno tentato di sminuire le colpe delle forze dell’ordine nei casi Aldrovandi, Emmanuel per esempio.

Cosa ci stanno dicendo dunque quelli che con articoli e servizi si schierano senza se e senza ma con il carabiniere? Ci stanno dicendo che lo capiscono, che per loro è un eroe, ma non del tutto, perché se fossero stati al suo posto gli avrebbero spaccato la faccia al barbetta. D’altronde lo si può leggere tra le righe di molti di quegli articoli che invocano l’oltraggio a pubblico ufficiale o che si lamentano che Marco Bruno è impunito che in realtà, pur lodando il carabiniere, avrebbero preferito ben altri trattamenti. Che altro possono intendere quando chiedono una punizione per qualcuno che ha osato chiamare “pecorella” un carabiniere?

Il moderato si nasconde male dietro quelle parole piene di rabbia repressa.

 


2 Responses to “L’uomo che morde la pecorella”

  1. FrancoG on marzo 3, 2012 08:24

    condivido. nella scia del tuo titolo, questa sì che è una notizia.

  2. Carlazzo on marzo 4, 2012 19:42

    CHE POMPATA!

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