Un paese di sfigati

gennaio 24th, 2012

Lo ammetto, sono uno sfigato, mi sono laureato molto dopo i 28 anni scelti da Martone come spartiacque tra i vincenti e i perdenti. Potrei stare qui ad elencarvi tutti i motivi per cui non sono riuscito a laurearmi prima dei 28, accampare scuse, cercare giustificazioni, ma sarebbe patetico. In linea di principio sono d’accordo con Martone, laurearsi prima di 28 anni, ma facciamo anche prima dei 25, sarebbe meglio, solo che non avrei usato quel linguaggio alla Brunetta, perché è offensivo. Non puoi sapere cosa c’è dietro una laurea presa a 30 anni. Se Martone me lo avesse detto in faccia gli avrei dato una testata.

Detto questo ci sarebbe da chiedersi il perché l’età media dei laureati in Italia è di 27, cioè di 3 anni superiore alla media europea. La sfiga richiama responsabilità individuali ma se è un intero paese che è sfigato? Forse c’è qualcosa da rivedere, qualcosa che non funziona e allora sarebbe meglio andare a cercare che cos’è invece di attribuirlo alla sfiga, ai fannulloni, ai bamboccioni etc.

Ucciderli tutti

settembre 21st, 2011

È certo, tu hai studiato, noi no. Tu sei in grado di capire tutte quelle robe delle banche, del computer, di parlare con la gente importante, per questo ti offriamo una succulenta opportunità. Amministrare una piccola e media impresa, curarne l’aspetto commerciale, gli acquisti, l’amministrazione e tutto quello che non è produzione. Cazzo hai studiato, è una passeggiata per te. Noi non ce la faremmo mai. Tu sei intelligente. Per questo ti offriamo 320 euro mensili. In fondo si tratta di poche ore e non ti devi spezzare mica la schiena.

Già. Credo che la paghetta media di un adolescente sia di poco inferiore.

È bello costatare la contraddizione tra il complesso di inferiorità manifestato dagli illetterati nei confronti di chiunque abbia letto più di due libri in vita sua e allo stesso tempo la valutazione in euro di questa enorme mole di cultura: 320 euro al mese. Un commesso part time ne prende 600. Il ragazzo che lava le macchine alla stazione di servizio ne prende 1100. Tutti lavori dignitosi per carità. Ma mentre io ero a studiare e non guadagnavo un cazzo, loro già facevano i commessi, gli operai, gli idraulici, gli elettricisti, i lavatori di macchine.

Se io adesso dovessi essere in grado di fare cose che altri non sono in grado di fare, almeno una parte degli anni passati a studiare dovrebbero essere in qualche modo valorizzati. Si, per ipotesi potrei prendere qualche soldo in più rispetto a chi ha iniziato a lavorare a 14 anni. Non perché io e chiunque abbia terminato con successo un lungo percorso di studio sia migliore di chi non l’ha fatto, ma semplicemente perché durante quel percorso ha acquisito delle competenze che altri non hanno e durante quel percorso non ha ricevuto un euro.

Le pacche sulle spalle non bastano. Le umiliazioni ancora meno. Ricevere una paghetta da adolescente per sfruttare una parte delle competenze acquisti durante gli anni del liceo e dell’università è una umiliazione. Una umiliazione a cui molti si sottopongono perché non hanno scelta. Mentre lo fanno cresce dentro di loro la rabbia, la frustrazione. Che le persone che gli danno lavoro siano amici, parenti, persone che dicono di avere a cuore i diritti dei lavoratori non cambia niente. L’istinto è quello di ucciderli tutti.

Quando qualcuno se ne accorgerà sarà forse troppo tardi.