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	<description>le contraddizioni della nostra tanto cara ed esportata democrazia</description>
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		<title>Suicidi da prima pagina</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci avete fatto caso? Non si parla più di sicurezza. Da un pezzo. Ora il tema è la crisi. Il bello è che quando sui giornali si scriveva solo di morti ammazzati, stupri e immigrazione, quelli come me si chiedevano com’era che non si parlasse dei veri problemi della gente, tipo la mancanza di lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://images3.wikia.nocookie.net/__cb20080627164731/nonciclopedia/images/5/57/Cappio.jpg" alt="" width="162" height="314" /></p>
<p>Ci avete fatto caso? Non si parla più di sicurezza. Da un pezzo. Ora il tema è la crisi. Il bello è che quando sui giornali si scriveva solo di morti ammazzati, stupri e immigrazione, quelli come me si chiedevano com’era che non si parlasse dei veri problemi della gente, tipo la mancanza di lavoro, le tasse, le imprese che chiudono. Qualcuno pensava pure che fosse tutto un complotto dei politici intrallazzati coi media. Sapete la solita storia delle armi di distrazione di massa. Oggi invece non si parla d’altro, ma dovremmo esserne soddisfatti? Non credo, visto che le modalità con le quali se ne parla ricalcano quelle con cui si parlava dell’insicurezza in città.</p>
<p>Un esempio sono i suicidi per motivi economici. Era un pezzo che ne volevo scrivere, ma non riuscivo a trovare dati aggiornati. Ci hanno pensato su <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html">Wired</a>. Così si scopre che i suicidi per motivi economici, oltre ad essere una percentuale molto piccola del totale dei suicidi, sono di più quelli che si ammazzano per amore, come sospettavo non sono neanche in crescita. Quello che è in crescita è invece il numero di titoli che questi suicidi ottengono sui giornali. Un po’ com’era per gli omicidi. Nonostante fossero in calo leggendo i giornali o guardando i tg è sembrato di vivere nel far west. Poi all’improvviso si è smesso di parlarne e non certo perché sia stato risolto definitivamente il problema degli omicidi o della criminalità. Con i suicidi succederà lo stesso. Si smetterà di parlarne, ma le persone continueranno a non trovare lavoro, a fare debiti, a fallire e ad uccidersi.</p>
<p>Perché allora oggi se ne parla? Perché si è scoperto che fa notizia. Suscita dibattito. Il politico contrario al governo lo strumentalizzerà per dire che Monti ci sta portando all’esasperazione, il sostenitore di Monti (o Monti stesso) per sostenere proprio la necessità delle politiche di austerità del governo. Così il giorno dopo un nuovo suicidio per motivi economici sarà sempre una notizia e si inserirà perfettamente in una prima pagina di qualsiasi giornale, a differenza di un suicidio per questioni amorose o di un suicidio di una persona malata o anziana.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>L&#8217;occasione mancata</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 17:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Quello che appare ancora più chiaro dal voto delle amministrative è il suicidio politico del PD, che ne esce si vincitore, ma con un pugno di mosche (comuni) in mano, anziché con un governo e un presidente del consiglio sua espressione. Se le percentuali del Movimento 5 Stelle siano o no un boom conta fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che appare ancora più chiaro dal voto delle amministrative è il suicidio politico del PD, che ne esce si vincitore, ma con un pugno di mosche (comuni) in mano, anziché con un governo e un presidente del consiglio sua espressione. Se le percentuali del Movimento 5 Stelle siano o no un boom conta fino ad un certo punto perché con questi numeri l’unica forza politica in grado di governare il paese sarebbe stato il PD. Sarebbe bastato presentarsi alle elezioni con una leadership abbastanza credibile (ma neanche troppo) e un programma anche un pelo diverso da quello del governo Monti perché, come anche questa tornata elettorale dimostra, c’è tanta gente che voterebbe PD anche se nel programma ci mettesse una colonscopia settimanale obbligatoria.</p>
<p>Lo dico perché in tanti nel PD, non mi riferisco solo a Bersani, ma anche ai consiglieri dei piccoli comuni, non si rendono conto che stanno dissipando un patrimonio di consenso enorme che prima o poi finirà. E quel consenso di rendita è l’unica risorsa che rimane agli eredi di quello che è stato il più grande partito comunista di un paese occidentale per provare a governare uno stato facendo qualcosa di sinistra e provando a far cambiare idea a chi questa volta è rimasto a casa o ha votato Grillo.</p>
<p>Invito gli amici del PD ad evitare di ridicolizzare il Movimento 5 Stelle e soprattutto chi lo vota. Se vi fosse sfuggito, potrebbe essere gente che fino a poco tempo fa ha votato PD e che potrebbe tornare a farlo se invece che prenderla per il culo provaste a capire se c’è qualcosa di buono in quel “non partito” e a farlo vostro, se invece che allontanarla definitivamente come un amante tradito provaste a capire perché vi ha preferito qualcun altro senza dar loro esclusivamente la colpa.</p>
<p>Lo dico non avendo mai espresso simpatia o apprezzamento per ciò che Grillo dice e scrive, né troppa comprensione per chi mai si è interessato di politica e adesso avendo visto la luce si permette di dare lezioni a tutti, ma un osservatore può pure permettersi il lusso di essere snob, sprezzante, presuntuoso. Voi no. Andateci piano con Facebook e Twitter, che un anno è lungo da passare.</p>

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		<title>Il femminicidio non si abolisce per legge</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post che era meglio non scrivere]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sarà una legge che farà “capire ai maschi violenti che alzare le mani su una donna o arrivare a ucciderla per suggellarne la sottomissione, per costringerla all&#8217;appartenenza, è un crimine intollerabile in una società che si fonda sull&#8217;autodeterminazione degli esseri umani”. Dispiace dirlo a Michele Serra e anche a tutti quelli che sconvolti dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sarà una legge che farà “capire ai maschi violenti che alzare le mani su una donna o arrivare a ucciderla per suggellarne la sottomissione, per costringerla all&#8217;appartenenza, è un crimine intollerabile in una società che si fonda sull&#8217;autodeterminazione degli esseri umani”.</p>
<p>Dispiace dirlo a <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/04/29/amaca.html">Michele Serra</a> e anche a tutti quelli che sconvolti dalla sequenza di donne uccise in questi ultimi mesi non riescono a fare altro che trovare rifugio in un rassicurante quanto inutile inasprimento delle pene. Non sarà un anno di galera in più che fermerà il prossimo uomo. Chi uccide una donna non consulta il codice penale prima.</p>
<p>Se non fosse che stimo Serra penserei che l’aggravante giuridica per il femminicidio non sia altro che un modo per lavarsi la coscienza e lasciare allo stato un compito che invece è di tutti. La società non la si cambia per legge.</p>
<p>Se non si ricorda che per ogni donna uccisa ce ne sono a centinaia stuprate e a migliaia picchiate, molestate si rischia di lasciare sole tutte coloro che ancora sono costrette a vivere in una società che anche se non le uccide di certo non le rispetta. Se non si capisce che l’uccisione di una donna non è che il culmine di una serie di comportamenti violenti tutti tollerati o sminuiti, non solo dalle forze dell’ordine e dallo stato, ma per primi da chi vive intorno alle donne vittime della violenza e agli uomini che la perpetrano, allora non potremo far altro che continuare a tenere il conto.</p>
<p>I femminicidi non sono l’esplosione improvvisa di uomini generalmente calmi e tranquilli. L’uomo che ad Enna ha ucciso la compagna con il cavo di un dvd e poi l’ha gettata in dal cavalcavia si era già reso protagonista di violente liti con la stessa, tanto che già erano intervenuti i carabinieri. Il problema è che siamo soliti confinare questi episodi in “affari loro” o “gelosia” e “passione” finché non diventano numeri sui giornali.</p>
<p>Il femminicidio non è l’esplosione improvvisa di una società (la nostra) solitamente rispettosa delle donne. Sarebbe interessante indagare i meccanismi che hanno portato all’emergere sui media di questo fenomeno che certo non è nuovo e nemmeno è detto che sia in aumento, se non fosse che è già stato fatto da altri più bravi di me (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Moral_panic">panico morale</a>).</p>
<p>In genere questi fenomeni di panico morale si concludono con l’approvazione di leggi più dure o anche restrizioni delle libertà personali, che danno temporanea soddisfazione all’opinione pubblica lasciando irrisolto il problema.</p>
<p>Perché la pena non lancia messaggi, non è un deterrente, tanto meno per questo tipo di crimini. L’unico deterrente che funziona, sempre, è la riprovazione sociale. La vergogna che l’ambiente in cui vive una persona attribuisce a certi comportamenti. Se chi umilia la propria compagna in pubblico fosse guardato come si guarda un escremento invece che ricevere pacche sulle spalle allora forse anche l’aggravante giuridica avrebbe un senso, altrimenti, per quanto nobile nelle intenzioni, rischia di essere soltanto uno specchio nel quale si possano guardare gli eruditi per dirsi all’avanguardia pur vivendo in un paese che all’avanguardia non è.</p>
<p>Per questo inviterei Michele Serra, Saviano, la Camusso e tutti quelli che oggi firmano appelli a cominciare a cambiare il mondo anche dalle loro relazioni più strette, anche se, va detto, è sempre meglio una campagna contro il femminicidio che una contro gli immigrati.</p>

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		<title>Fatti governare da loro</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[I partiti politici c’hanno solo il 4% di consenso. Che felicità. Ce lo ripete gongolando il direttore di tg per anni sponsorizzato dai partiti, ce lo dice il sociologo da allevamento intensivo nel salotto televisivo, ci scherza su il comico satirico qualunquista, così poi lo senti ripetere da quello incazzato sul tram o al mercato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.forzepolizia.org/public/carabinieri_500.jpg" alt="" width="298" height="224" /></p>
<p>I partiti politici c’hanno solo il 4% di consenso. Che felicità. Ce lo ripete gongolando il direttore di tg per anni sponsorizzato dai partiti, ce lo dice il sociologo da allevamento intensivo nel salotto televisivo, ci scherza su il comico satirico qualunquista, così poi lo senti ripetere da quello incazzato sul tram o al mercato, te lo dice l’indignato e il comunista e pure Vichi de Casa Pound. Tutti contenti. Un solo dubbio. L’istituzione che ottiene il <a href="http://www.italpress.com/politica/21158/eurispes-italia-democrazia-bloccata-poca-fiducia-in-istituzioni">consenso</a> maggiore rimane l’Arma dei Carabinieri col 75,8% seguita a ruota dalla Polizia di Stato col 71,7%. Che si fa? Ci facciamo governare da loro?</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>La ferrea legge di Beppe Grillo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 19:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’evoluzione naturale e normale dell’organizzazione imprimerà in avvenire anche al partito socialista rivoluzionario più spinto il marchio conservatore”. Non lo dice Beppe Grillo, ma un certo Roberto Michels nel 1910, già circa cento anni fa in La sociologia del partito politico nella democrazia moderna : studi sulle tendenze oligarchiche degli aggregati politici Secondo Michels era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“L’evoluzione naturale e normale dell’organizzazione imprimerà in avvenire anche al partito socialista rivoluzionario più spinto il marchio conservatore”.</p>
<p>Non lo dice Beppe Grillo, ma un certo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Michels">Roberto Michels</a> nel 1910, già circa cento anni fa in <em>La sociologia del partito politico nella democrazia moderna : studi sulle tendenze oligarchiche degli aggregati politici</em><em></em></p>
<p>Secondo Michels era il principio di organizzazione in sé che avrebbe favorito inevitabilmente sviluppi burocratici e oligarchici all’interno dei partiti e dei sindacati ostacolando così l’avvento della democrazia. Organizzandosi in partiti i movimenti diventerebbero delle aziende guidate da classi dirigenti inamovibili rendendo sempre più difficile una lotta politica orientata a risolvere i problemi della democrazia.</p>
<p>Scrivo di Michels perché è di oggi la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/convegno-rimini-grillo-tuona-siete-come-vecchia-partitocrazia/195349/">notizia</a> che Grillo ha pubblicato un <a href="http://www.beppegrillo.it/2012/03/_primo_consigli/index.html">post</a> molto critico nei confronti di chi ha promosso e parteciperà ad un incontro nazionale del Movimento 5 Stelle da lui stesso creato. Grillo in poche parole ha detto loro che se non gli va bene così com’è possono andarsene, che sono “fantomatici” e che se non cambiano si possono scordare le politiche del 2013.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://dinicola.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2011/05/beppe-grillo1.jpg" alt="" width="300" height="294" /></p>
<p>Ma cosa hanno fatto quegli attivisti del movimento per meritarsi la scomunica di Grillo? Semplice, stanno cercando di capire come devono comportarsi dal momento che si stanno trovando di fronte a cose come la traduzione in atti concreti del programma, la composizione delle liste e la scelta di un candidato alle elezioni del 2013.</p>
<p>Perché si può pure continuare a chiamarsi movimento, ma quando si entra nelle istituzioni (e i consigli comunali e regionali lo sono) ci si trova a dover fare i conti con l’istituzionalizzazione del movimento da cui si è partiti. Le istituzioni e le regole della democrazia rappresentativa non vanno d’accordo con l’ideale movimentista di un gruppo nel quale ogni opinione ha lo stesso peso. I rappresentanti che siedono nei consigli comunali e regionali e che andranno a sedere in parlamento potranno anche consultarsi ogni volta che c’è da prendere una decisione con gli altri membri del movimento e sostenere pure posizioni che non li trovano d’accordo, sta di fatto che in parlamento ci si siederanno solo alcune determinate persone non tutti gli iscritti al movimento. Come si scelgono queste persone e chi le sceglie è ciò che costituisce un partito insieme al programma che le persone scelte andranno a tentare di mettere in atto attraverso gli strumenti messegli a disposizione dalle istituzioni: leggi, ordinanze, decreti, etc. E’ naturale che queste persone (soprattutto se scelte tra chi non ha precedenti esperienze politiche) vogliano discutere anche di come si passa da un programma scritto sulla carta (o sul web) a degli atti veri e propri, ed è naturale che vogliano farlo faccia a faccia. La comunicazione sul web non può sostituire del tutto quella dal vivo. Lo si può sostenere solo se si prendevano a martellate i pc prima di innamorarsene.</p>
<p>E allora, come si può combattere questa ferrea legge dell’oligarchia?</p>
<p>Michels sosteneva che un antidoto alle tendenze oligarchiche fosse una maggiore diffusione di cultura politica e l’applicazione del metodo scientifico anche al processo di decisione democratico, ma riteneva che fosse poco probabile che ciò potesse davvero contrastare le degenerazioni burocratiche e oligarchiche del sistema partitico. Insieme alla ferrea legge dell’oligarchia Michels però vede delinearsi all’interno degli stessi partiti moderni anche un’altra tendenza, il bisogno di una moltitudine di individui di essere guidata in maniera decisa da un capo. Le masse sarebbero portate a venerare delle vere e proprie divinità terrestri personificate dai capi carismatici e a identificare se stesse con l’azione dei loro leaders, azione che rappresenterebbe una vera e propria spinta propulsiva, dinamica e crativa al cambiamento. Questo tipo di leadership pur non essendo compatibile con i principi democratici dei regimi parlamentati è in grado di scompaginare le incrostazioni oligarchiche e burocratiche dei partiti, i cui leader, anche se originariamente mossi da motivazioni idealistiche, una volta giunti al potere diventano sempre più uomini di apparato.</p>
<p>Ecco allora come vincere la partitocrazia, con la leadership carismatica.</p>
<p>In questa ottica allora forse è più facile trovare nell’elenco dei punti messi all’ordine del giorno nell’incontro del Movimento 5 Stelle quelli che potrebbero aver scatenato l’ira del leader carismatico e cioè quelli che mettono in discussione la presenza del nome del comico nel simbolo del movimento e la proprietà di tale simbolo. Perché si, gli aderenti al Movimento 5 Stelle hanno tutti uguale diritto di opinione, ma a quanto pare l’unico che decide davvero se sono fantomatici o meno è il leader, l’unico che decide se partecipare o meno alle elezioni del 2013 è il leader.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>p.s. Michels otterrà la cittadinanza italiana nel 1921 e aderirà al partito nazionale fascista nel 1923.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>L&#8217;uomo che morde la pecorella</title>
		<link>http://www.demopazzia.it/2012/03/02/luomo-che-morde-la-pecorella/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 12:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[notav]]></category>
		<category><![CDATA[percorella]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa ci stanno dicendo quando conferiscono un encomio ad un carabiniere che non sfodera il manganello o la pistola di fronte a un ragazzo che senza casco e armi si prende gioco di lui a parole? Semplice, ci stanno dicendo che quel carabiniere ha fatto qualcosa di straordinario, cioè fuori dal normale. E forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa ci stanno dicendo quando conferiscono un encomio ad un carabiniere che non sfodera il manganello o la pistola di fronte a un ragazzo che senza casco e armi si prende gioco di lui a parole? Semplice, ci stanno dicendo che quel carabiniere ha fatto qualcosa di straordinario, cioè fuori dal normale. E forse è vero. In genere, lo abbiamo visto, un carabiniere gli avrebbe sfondato la faccia. Lo si è visto fare per molto meno. Di video in cui membri delle forze dell&#8217;ordine perdono il controllo ce ne sono a centinaia. Sto parlando di forze dell&#8217;ordine dello stato italiano. Sto parlando di manifestazioni di studenti, di manifestazioni contro la tav, del G8 di Genova. Se ne possono trovare quante se ne vogliono. Agenti che lanciano pietre, agenti che picchiano quindicenni, gruppi di agenti che si accaniscono su persone inermi a terra. Quindi forse hanno fatto bene ad encomiarlo.</p>
<p>Quel carabiniere forse è un eroe perché a differenza di molti dei suoi colleghi ha fatto il suo lavoro senza usare il suo potere e la sua attrezzatura per sfogare fustrazioni personali. Dico forse perché anche il più grande drogato di grande fratello si renderà conto che la presenza della telecamera sulla scena falsa qualsiasi interazione tra esseri umani. Senza la telecamera il Marco Bruno probabilmente non avrebbe fatto lo splendido, perché senza la telecamera il carabiniere non avrebbe tenuto un comportamento da encomio. Sarebbe bastato molto meno di quello che ha detto per far scattare la carica. Chiunque abbia partecipato ad una manifestazione lo sa. Chiunque abbia voglia di farsene un&#8217;idea può farlo cercando. Se invece appartenete a quella schiera di persone che non vogliono sapere, che sanno già chi sono i buoni e chi i cattivi allora qualunque cosa vedrete confermerà solo i vostri pregiudizi.</p>
<p>Ci sarebbe anche da chiedersi che valore abbia l&#8217;apprezzamento di persone che sostengono l&#8217;operato delle forze dell&#8217;ordine a prescindere. Quelli che hanno riempito le pagine dei loro giornali con la retorica del povero carabiniere buono figlio di operai gli avrebbero dato il loro encomio in qualunque caso, che gli avesse spaccato la faccia o che avesse fatto quello che ha fatto, semplicemente per il fatto che è un carabiniere, quelli che qualunque cosa faccia un carabiniere, un poliziotto, un militare fa sempre la cosa giusta. Sono gli stessi che hanno giustificato il blitz alla Diaz, quelli che hanno tentato di sminuire le colpe delle forze dell&#8217;ordine nei casi Aldrovandi, Emmanuel per esempio.</p>
<p>Cosa ci stanno dicendo dunque quelli che con articoli e servizi si schierano senza se e senza ma con il carabiniere? Ci stanno dicendo che lo capiscono, che per loro è un eroe, ma non del tutto, perché se fossero stati al suo posto gli avrebbero spaccato la faccia al barbetta. D&#8217;altronde lo si può leggere tra le righe di molti di quegli articoli che invocano l&#8217;oltraggio a pubblico ufficiale o che si lamentano che Marco Bruno è impunito che in realtà, pur lodando il carabiniere, avrebbero preferito ben altri trattamenti. Che altro possono intendere quando chiedono una punizione per qualcuno che ha osato chiamare &#8220;pecorella&#8221; un carabiniere?</p>
<p>Il moderato si nasconde male dietro quelle parole piene di rabbia repressa.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Sallusti se la cerca</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 10:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[luca abbà]]></category>
		<category><![CDATA[notav]]></category>
		<category><![CDATA[sallusti]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse quello che ai sostenitori della Tav dà fastidio dell&#8217;infortunio accaduto a Luca Abbà è proprio che la polizia c&#8217;entri poco o nulla. Luca Abbà non aveva estintori da lanciare per le macchine fotografiche de Il Giornale e Sallusti c&#8217;è rimasto male. Ci sono rimasti male in tanti e in tanti non capiscono. D&#8217;altra parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse quello che ai sostenitori della Tav dà fastidio dell&#8217;infortunio accaduto a Luca Abbà è proprio che la polizia c&#8217;entri poco o nulla. Luca Abbà non aveva estintori da lanciare per le macchine fotografiche de Il Giornale e <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/altro_che_eroe_e_soltanto_cretinetti/28-02-2012/articolo-id=574617-page=0-comments=1">Sallusti</a> c&#8217;è rimasto male. Ci sono rimasti male in tanti e in tanti non capiscono. D&#8217;altra parte è normale che riesca difficile comprendere che ci siano persone disposte a rischiare la propria vita per una causa invece di mettere in pericolo quella degli altri.</p>
<p>Luca Abbà se l&#8217;è cercata dice Sallusti e con lui lo dicono o lo pensano in tanti al bar o davanti alla macchinetta del caffè. Dobbiamo chiederci quindi se il problema sia salire su un traliccio o masturbarsi di felicità dietro la scrivania di una redazione per il grave infortunio di una persona, se il problema sia che non si sale sui tralicci o se sia lo sghignazzare cinico e vigliacco di persone che non credono più a niente. Io, vi dico la verità, provo un po&#8217; di pena per chi è cosi piccolo da gioire delle disgrazie altrui e non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, ma se domani qualcuno spaccasse i denti a Belpietro o le mani a Sallusti vi direi che se la sono cercata.</p>

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		<title>Le figurine di Veltroni</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; “Non possiamo lasciare Monti alla destra” dice Veltroni e forse c’ha pure ragione, ma io alla destra gli lascerei in cambio proprio lui visto che pare essersi dimenticato che cosa voglia dire essere di sinistra (dopo essersi già dimenticato cosa voleva dire essere comunista). Non è che basti fare qualcosa. So che da vent’anni a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/articolo-veltroni-governo-monti-cose-sinistra/192485/">Non possiamo lasciare Monti alla destra</a>” dice Veltroni e forse c’ha pure ragione, ma io alla destra gli lascerei in cambio proprio lui visto che pare essersi dimenticato che cosa voglia dire essere di sinistra (dopo essersi già dimenticato cosa voleva dire essere comunista).</p>
<p>Non è che basti fare qualcosa. So che da vent’anni a questa parte tutti si sono occupati di parlare di grandi riforme e invece sono state fatte solo la legge antifumo, la patente a punti e  l’abolizione dell’obbligo di leva, ma non è che per questo allora va bene tutto. C’è gente che si è dimenticata l’abc della politica durante questo ventennio di sabbie mobili. Gente come Veltroni ma anche gente come il vostro sindaco forse. C’è gente che si è dimenticata che se gli obiettivi possono essere comuni, tipo il pareggio di bilancio, non sono comuni i modi con cui ottenerlo. Perché se io per raggiungere quell’obiettivo aumento le tasse indirette contribuisco ad aumentare le differenze tra chi ha meno e chi ha di più e questa è una cosa di destra nonostante gli intellettuali di tutte le specie continuino a disquisire sul fatto se abbia ancora senso dirsi di destra o di sinistra.</p>
<p>Mantenere le differenze tra le classi sociali, mantenere lo status quo è la definizione del conservatorismo i cui esponenti per tradizione si siedono nella parte destra dei parlamenti di tutto il mondo. Per ora Monti questo ha fatto. Se in futuro riuscirà a fare qualcosa che vada nel senso di una redistribuzione più equa della ricchezza allora potremo dire che avrà fatto una cosa di sinistra. Sarà comunque difficile etichettare come di sinistra il complesso delle politiche messe in atto dal governo Monti.  Che poi si possano condividere alcune cose è un altro discorso. Dovrebbe essere la normalità condividere il rispetto delle regole con gli avversari politici e far emettere gli scontrini a tutti non è una cosa di sinistra, è far rispettare la legge.</p>
<p>Non lo so com’è che un tempo Veltroni abbia avuto anche la mia stima. Sarà che ero poco più che adolescente e lui regalava le videocassette e gli album delle figurine con l’Unità. Io però poi sono cresciuto e lui invece è ancora li che gioca con le figurine. Ora vorrebbe mettere quella di Monti nel l’album del PD. Non lo può lasciare alla destra. E mi chiedo chissà chi altro non vorrebbe lasciare alla destra.</p>
<p>Che possiamo lasciare alla destra Holly &amp; Benji? Che gli possiamo lasciare Don Zauker? Che non vorresti  prendere Godzilla nel PD? O non gli vorremo mica lasciare Emma Morrone?</p>
<p>Boh. Comunque un altro che faceva le cose era Mussolini.</p>

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		<title>Stupro e carcerazione preventiva</title>
		<link>http://www.demopazzia.it/2012/02/10/stupro-e-carcerazione-preventiva/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post che era meglio non scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è uno di quei post che forse sarebbe meglio non scrivere perché quando si parla di certi temi si rischia di urtare la sensibilità di chi ne è coinvolto direttamente o indirettamente. Cercherò di non urtare la sensibilità di nessuno, ma credo che sia necessario parlarne e soprattutto credo che sia necessario che ne parli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.progettoitalianews.net/wp-content/uploads/2011/11/violenza-sessuale.jpg" alt="" width="300" height="224" /></p>
<p><strong>Questo è uno di quei post che forse sarebbe meglio non scrivere</strong> perché quando si parla di certi temi si rischia di urtare la sensibilità di chi ne è coinvolto direttamente o indirettamente. Cercherò di non urtare la sensibilità di nessuno, ma credo che sia necessario parlarne e soprattutto credo che sia necessario che ne parli anche chi non è coinvolto direttamente.</p>
<p><strong>Mi riferisco alla <a href="http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/responsabilita-sicurezza/news/articolo/lstp/440992/">sentenza della Cassazione</a> di qualche giorno fa nella quale si stabiliva che la carcerazione preventiva per i casi di stupro tornasse ad essere una decisione del giudice e non un automatismo.</strong> In molti casi la notizia è circolata in rete in maniera errata, grazie anche alla complicità di siti di informazione come <strong>repubblica</strong>, che l’hanno riportata con titoli fuorvianti e si è diffuso il luogo comune per cui non ci fosse più il carcere per chi è colpevole di stupro. Non è così ovviamente e se fosse questo il problema si tratterebbe solo di commentare l’ennesimo caso di approssimativismo giornalistico e diffusione di miti e leggende sul web.</p>
<p><img class="wp-image-1608 alignnone" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="stupro" src="http://www.demopazzia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/stupro.jpg" alt="" width="471" height="60" /></p>
<p>Quello che mi interessa di più è invece come la notizia è stata commentata da chi ha gli strumenti per comprenderne il senso. L’aggettivo più usato per descrivere la sentenza è “<strong>aberrante</strong>”, dal dizionario: <em>che si contraddistingue per una stranezza incomprensibile o deleteria. </em>Sinonimi di aberrante sono:<em> deviante; irregolare, bizzarro, eccentrico; degenerato, degenere, snaturato, mostruoso, deforme, perverso, disumano, spaventoso, osceno.</em></p>
<p>Eppure la <strong>sentenza</strong> dice solo che nel caso in cui una o più persone vengano accusate di aver commesso uno stupro a decidere il tipo di misura cautelare sarà un giudice, così com’è per tutti gli altri reati. Non è bizzarro, almeno non più bizzarro o aberrante di quanto non lo sia tutto il sistema penale, il quale dovrebbe far giustizia trasformando una sofferenza inflitta in un tot di settimane, mesi e anni di carcere.</p>
<p><strong>La carcerazione prima di una sentenza di colpevolezza non è una cosa da prendere alla leggera, non è un dettaglio</strong>. In uno stato di diritto è, e deve rimanere, un’eccezione. Lo stupro, la violenza sessuale quella di genere, sono reati particolarmente odiosi, che distruggono chi ne è vittima fin dentro l’anima e su questo non si discute, non pretendo di sapere cosa si provi, purtroppo però me ne sono fatto un’idea sia leggendo e studiando che avendo a che fare con persone che ne sono state <strong>vittima</strong> e non mi permetterei mai di esprimermi con leggerezza.</p>
<p><strong>Il distacco però si, quello è necessario.</strong> Ci siamo dotati di giudici e tribunali proprio perché avessero quel distacco necessario che le vittime non possono avere. Se mi dite che io posso stare qui a parlare di <strong>stato di diritto</strong> e carcere preventivo perché non mi hanno mai stuprato avete ragione, probabilmente se mi fosse successo mi sarei ucciso o avrei ucciso qualcuno o starei sbavando in un ospedale psichiatrico, ma ciò cosa apporterebbe alla discussione sul come sia possibile rendere questa società più giusta o su come facilitare il ricorso alla giustizia? Niente.</p>
<p><strong>Detto questo, non è una legge sbagliata che farà una società più giusta.</strong></p>
<p>Contro questa sentenza è stato sostenuto che il carcere preventivo aiuterebbe ad aumentare il numero di donne che denunciano i loro aggressori. È vero che il numero delle <strong>violenze non denunciate</strong> è di gran lunga superiore a quello delle violenze denunciate e che il carcere preventivo potrebbe sembrare una buona soluzione. Purtroppo non è così. I motivi per cui questo tipo di violenza non viene denunciato hanno a che fare solo in parte con il fatto che l’autore della violenza sia sbattuto immediatamente in carcere senza processo. La verità è che spesso queste persone sono parenti, amici, colleghi, conoscenti, mariti, fidanzati, partner e la violenza sta anche nel potere di ricatto psicologico e sociale che queste persone hanno sulle vittime. Purtroppo ci sono ostacoli molto più grandi da superare prima di arrivare alla denuncia che non la paura di avere nuovamente a che fare con l’autore della violenza, per esempio la convinzione da parte della vittima che sia colpa sua, per esempio la paura di non essere comprese, credute e aiutate dalle altre persone che si hanno intorno.</p>
<p>Non è accettando un principio, questo si aberrante, come la <strong>presunzione di colpevolezza</strong> e ribaltando ciò su cui si fonda lo stato di diritto che si aiuteranno queste persone ad uscire dall’incubo della violenza. Non è così che faremo loro giustizia, sempre ammesso che sia possibile far loro giustizia.</p>
<p>Perché un altro degli argomenti usato a favore della carcerazione preventiva obbligatoria è strettamente collegato alla natura stessa del <strong>processo penale</strong> e alla sua possibilità di rendere giustizia alle vittime di stupro. Si dice infatti che nei casi di stupro sotto processo ci vada la vita della vittima e non l’azione della persona che lo stupro avrebbe commesso.</p>
<p>Se così fosse<strong> la carcerazione preventiva non apporterebbe nessun cambiamento alle modalità con cui si svolge il processo.</strong> C’è da tener conto poi di quello che è un processo penale, un procedimento nel quale si deve accertare che un fatto sia avvenuto in un determinato modo per poter stabilire la <strong>colpevolezza</strong> di una persona. Gli strumenti a disposizione dei giudici e dei magistrati spesso non sono adatti per alcuni tipi di reati perché pensati fondamentalmente per difendere la <strong>proprietà</strong> e mostrano tutti i loro limiti quando si tratta di affrontare casi dove le prove non sono una porta scassinata o un’impronta digitale.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.timevision.it/wp-content/uploads/2011/11/crimine.png" alt="" width="323" height="217" /></p>
<p>Qualunque sia l’idea che avete del sistema penale è ovvio che vada evitata l’eventualità che la vittima di una violenza sessuale possa essere di nuovo avvicinata da colui che l’ha già offesa una volta, è per questo che deve esistere qualcuno che valuti questa eventualità e che predisponga gli opportuni provvedimenti affinché questo non accada. C’è il carcere, ci sono gli arresti domiciliari, ci sono le ordinanze restrittive. Tutto ciò va sempre considerato però una tutela della vittima e non come una punizione anticipata. Per questo il carcere resta sempre l’<strong>ultima opzione</strong>.</p>
<p>Ieri in tv sentivo la madre di una ragazza uccisa dal suo ex. Era disperata ovviamente, non si capacitava del fatto che una volta scontata la pena quell’uomo fosse tornato in libertà e le avesse ucciso la figlia. È si sconvolgente, ma l’unica <strong>soluzione</strong>, se rimaniamo nella cornice del sistema penale è non far uscire mai più nessuno di prigione e questo non è né realizzabile né auspicabile. Se il carcere preventivo può forse servire ad incoraggiare le vittime a denunciare non può di certo impedire che queste vengano mai più a contatto con chi ne ha abusato, anche perché nella maggior parte dei come detto prima sono persone che conoscono.</p>
<p>Non ha senso obiettare, come ho letto e sentito dire, che almeno così un po’ di carcere lo fanno. Io lo so che di fronte a certe notizie la rabbia è più una reazione istintiva a delle<strong> ingiustizie</strong> mai riparate o a delle ferite mai rimarginate, che una razionale presa di posizione, ma non è con la rabbia che la giustizia trionferà e le ferite guariranno.</p>
<p><strong>E questo concentrarsi sulla pena, sul carcere non è altro che assecondare un sistema che è tutto incentrato sui colpevoli e si occupa poco delle vittime</strong>, altrimenti si discuterebbe non di quanto deve stare in carcere uno stupratore, ma di come aiutare una vittima di stupro a superare il trauma, come risarcirla, come evitare che le possa succedere di nuovo, come evitare che possa succedere a chiunque altro.</p>
<p>Per questo credo sia molto più importante una <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/441997/">sentenza come quella della Corte d’Appello di Torino di oggi</a> che, proprio a partire dal caso di una violenza sessuale nella quale l’imputato è fuggito, stabilisce il principio per cui quando gli autori di un omicidio, di lesioni dolose o di violenza sessuale non sono stati scoperti, sono irrintracciabili o non hanno i mezzi economici per pagare, tocca allo Stato indennizzare o risarcire la vittima.</p>

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		<title>TACETE, per favore</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demopazzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo degli ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cancellieri]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Trovo a dir poco conturbante il registro terminologico scelto dall&#8217;attuale <strong>governo</strong>: &#8220;<em>monotono</em>&#8220;, &#8220;<em>sfigato</em>&#8220;, &#8220;<em>vicino</em> alla <em>mamma</em>&#8220;. Mi ricorda tanto &#8220;L&#8217;ignoranza è forza&#8221;, &#8220;La guerra è pace&#8221;, &#8220;L&#8217;amore è odio&#8221;. Del resto la colpa è nostra, di noi giovani. Noi siamo fancazzisti, anacronistici, nostalgici, mammoni. Si sa. E&#8217; sempre più facile dare la colpa a chi non ha rappresentanza politica e sociale, se non in un <strong>indignato</strong> strafatto d&#8217;erba o nel primo cazzone che si mette una pashmina <strong>viola</strong> al collo e inizia ad atteggiarsi a &#8220;<em>I wannabe politician</em>&#8220;.</p>
<p>Sia chiaro che non siamo qui a fare del populismo spiccio. Che il mercato è cambiato lo sappiamo, l&#8217;abbiamo capito. Il velato sospetto c&#8217;è venuto già al primo appuntamento, quando invece di accoglierci a braccia aperte, spargendo freschi e virginali petali di rosa lungo il nostro cammino, il mercato ci ha chiesto &#8220;Scusa, ti pieghi? Braaaava&#8221;. E noi ci siamo piegati. Poi ci ha detto &#8220;Un po&#8217; di più, un po&#8217; di più. Ecco sì, così!&#8221; Senza nemmeno portarci a cena fuori, per intenderci.</p>
<p><a href="http://www.demopazzia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/scimmie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1594" title="scimmie" src="http://www.demopazzia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/scimmie.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
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<p>Quindi, che il mercato è cambiato lo sappiamo già, perché NOI &#8211; diversamente dai figli paraculati dei ministri &#8211; lo viviamo sulla nostra pelle, ogni santo giorno. Quello che trovo insultante è questa sottospecie di propaganda d&#8217;urto, proveniente da un agglomerato residuale dello yuppismo anni ottanta, da questi figli delle stelle appassiti che sprofessorano, ponendo sempre l&#8217;attenzione sul dito e mai sulla luna. Ciò che trovo insultante è la ricerca sconsiderata del &#8220;politicamente scorretto&#8221;, a tutti i costi, per avere 12 ore di celebrità su Twitter. Per sentirsi dire da una manica di faciloni, grossolani, approssimativi italioti &#8220;Ah, c&#8217;hanno ragione!!! Ah, pensate ai concetti non alle parole che usano!!!&#8221;</p>
<p>Sul torto o sulla ragione, se ne potrebbe parlare. Io sono convinta che l&#8217;Italia sia un paese pieno di fancazzisti, viziati, poco evoluti soggetti. Lo so perché li ho incontrati, li ho conosciuti, alcuni sono anche miei amici. Quindi io sono d&#8217;accordo su questo. Sono d&#8217;accordo sulla necessità di sapersi evolvere e adattare a nuovi contesti, anche meno rassicuranti di quelli da cui proveniamo.</p>
<p>Quello su cui io non transigo, non lo faccio oggi e non lo farò nemmeno domani, è la scarsa attenzione alle parole e, passatemi l&#8217;espressione, io impalerei tutti quelli che additano queste come questioni di lana caprina. No. Mi spiace. Il linguaggio è importante. Lo è sempre. Lo è anche nei tempi di crisi. Il linguaggio veicola un&#8217;idea. Dire &#8220;mi sento un po&#8217; gonfio&#8221; è diverso dal ruttare [o peggio, scureggiare (o peggio, ruttare e scureggiare insieme raggiungendo nuovi orizzonti di multi-tasking)] in faccia all&#8217;interlocutore. Il messaggio è lo stesso: c&#8217;è un eccesso di gas. Ma, io credo, siam tutti d&#8217;accordo che lo stile è diverso. E con esso, l&#8217;effetto che la comunicazione sortisce.</p>
<p>E&#8217; vero, dicevamo, l&#8217;Italia è piena di fancazzisti, viziati e poco evoluti soggetti. Però è anche piena di giovani con quattro palle quadrate sotto, che si sono laureati nei tempi, che hanno avuto un percorso brillante, che conoscono l&#8217;inglese, che sanno usare il computer (per ovvie ragioni, essendoci nati). L&#8217;Italia è piena di giovani che sono andati via dalle proprie case, per venire a prestare manovalanza al nord o all&#8217;estero. Non è populismo. Non è la retorica dell&#8217;emigrante con la valigia di cartone chiusa con lo spago. E&#8217; la realtà.</p>
<p>E sì, ci piacerebbe eccome, lavorare vicino a nostra madre e a nostro padre, razza di una STRONZA di una Cancellieri.</p>
<p>L&#8217;Italia è piena di giovani che vivono e affrontano la crisi, il cambiamento, il crollo dei vecchi sistemi &#8211; per i quali sono troppo giovani &#8211; e la transizione verso nuovi &#8211; per i quali saranno troppo vecchi.</p>
<p>Siamo i vostri figli. E io vi chiedo soltanto un po&#8217; di rispetto.</p>
<p>Io vi chiedo di tacere. Mi innervosisce che non sappiate parlare e che vi permettiate comunque di farlo, trattando di noi, delle nostre vite e del nostro futuro, come se foste a fare l&#8217;aperitivo delle 12 nella piazzetta del paesino del cazzo nel triveneto. Mi aspetterei, da voi, la capacità di scegliere le parole opportune. Perché il linguaggio è parte integrante della comunicazione, perché il significato e il significante sono due facce della stessa medaglia. A fronte della vostra inadeguatezza comunicativa, ormai comprovata, fateci solo una cortesia: TACETE.</p>
<p>Davvero, state zitti. Se possibile, costernatevi.<br />
Assumetevi le vostre responsabilità generazionali.<br />
E rispettateci!</p>
<p>E se volete parlare con qualcuno, parlate con i giovani migliori. Non sparate sulla croce rossa.<br />
Altrimenti, come si dice dalle mie parti: &#8220;andate a fottere gli gnuri&#8221;</p>
<p>Scritto da:</p>
<p><a href="http://memoriediunavagina.wordpress.com/">Memorie di una Vagina</a></p>
<p><a href="http://memoriediunavagina.wordpress.com/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1593" title="vagina" src="http://www.demopazzia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/bocca-150x135.jpg" alt="" width="150" height="135" /></a></p>

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