Intenzioni di voto

marzo 29th, 2010
L’intenzione di voto prima che sulla scheda elettorale dovrebbe essere chiara nella testa dell’elettore. Se mi scrive sulla scheda il nome di una persona che non è candidata è probabile che sia un po’ confuso. Lo sforzo dei partiti dovrebbe essere proprio quello di riuscire a farsi votare in modo corretto. Dire che invece si può scrivere sulla scheda quel che si vuole, a urne ancora aperte, è segno di irresponsabilità. Il lavoro degli scrutatori dovrebbe essere facilitato da chi ha interesse a che una democrazia funzioni. Invece come al solito assistiamo all’esibizione dell’ignoranza delle regole e dell’arroganza di chi pensa siano superflue.
Perché se è valido il voto di una scheda con su il nome di una persona non candidata allora vale tutto. Specialmente se quella persona non fa neanche parte di nessuna lista tra quelle presenti sulla scheda.
Per capirci. Nel Lazio il PDL non c’è. Non si può scrivere “Brunetta” tra le preferenze. Se lo scrivi il voto non è valido. È molto semplice.
Se iniziamo a interpretare allora la scheda bianca va al principale partito di governo perché chi tace acconsente? O chi tace sta zitto? E la scheda con dentro la mortadella? La mortadella è comunista?

 

Last night Bertolaso saved my life

febbraio 2nd, 2010
In Italia non potremo vedere The Road. Il film racconta la storia del viaggio di un padre e un figlio in un mondo che Bertolaso non è riuscito a salvare dalla catastrofe nucleare. Un affronto che il governo italiano non è disposto ad accettare.

Qualche commento su Avatar

gennaio 20th, 2010
Avatar è la risposta alla seguente domanda.
Come fare un film sul saccheggio di materie prime non sfruttate da indigeni che per puro caso ci stanno seduti sopra e la devastazione dell’ambiente circostante da parte dell’uomo civilizzato che invece ne conosce le potenzialità e i modi per sfruttarle, evitando che vadano a vederlo i soliti sei intellettualoidi no global?
Semplice. Lo si ambienta nel 2154 su di un pianeta chiamato Pandora popolato dai Na’vi. (Per qualche strano motivo sembra infatti sia più facile provare empatia per un alieno blu alto due metri che per un congolese). Si lavora 13 anni a degli effetti speciali allucinanti e all’ingresso della sala si distribuiscono occhiali 3d per poterne godere. E il ruminante di popocorn che non sarebbe mai andato a vedere Balla coi lupi, Blood Diamond, Three Kings, The Costant Gardner ma se gli fai credere di star davanti alla Playstation è disposto a bersi di tutto si fa anche la fila pur di entrare.
Per quanto mi riguarda mi sono bevuto tutto d’un fiato uno spettacolo immenso. La seconda parte del film è un susseguirsi di sequenze che lascia senza fiato. Da un lato la descrizione quasi documentaristica delle meraviglie di Pandora, dall’altro una delle battaglie più spettacolari mai messe in scena, ti fanno dimenticare tutti i dubbi sulla banalità e prevedibilità della trama. Anzi forse proprio grazie a questo riesci a goderti un film di 166 minuti come fosse un breve clip dall’impatto impressionante. Perché gli spunti di riflessione lanciati dalla storia raccontata sarebbero tanti. Ma sono tanti come quelli che si trovano nelle favole non come quelli che potresti trovare in un saggio di geopolitica. Stanno li pronti ad essere capiti quando diverremo adulti o, se già adulti, pronti ad essere ricordati quando e se riusciremo ad incuriosirci del mondo che ci circonda oltre che della tappezzeria della nostra nuova macchina.
Nel film i buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi. Ma non regge la critica secondo cui il Colonnello Miles Quaritch interpretato da Stephen Lang e l’industriale Parker Selfridge sono troppo cattivi. Sia perché fatti come quelli narrati da film accadono quotidianamente nella realtà. In ogni angolo della terra esistono gruppi di indigeni asfaltati con le ruspe per il petrolio, i diamanti, il gas o anche solo per costruire un autostrada da industriali, militari e politici senza scrupoli. Sia perché il militare di uno dei registi più osannati dalla critica non era certo più ricco di sfumature esistenzialiste. Penso al Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket.
Per quanto riguarda il 3d ci sono aspetti positivi e aspetti negativi. Forse vederlo in un Imax sarebbe stato diverso. Tuttavia in alcune scene mi sono trovato a dovermi scansare d’istinto da oggetti come granate e sassi che sembravano arrivarmi in pieno volto. In altre la sensazione della profondità di campo era davvero sorprendente. Il limite è che gli oggetti sullo sfondo devono rimanere fuori fuoco. D’altronde l’occhio umano funziona cosi. Ma al cinema di solito si è abituati a guardare e vedere bene anche un personaggio o una situazione che si svolge in altre parti delle schermo. Col 3d non si può. A voi decidere. Le scene di azione in 3d sono comunque qualcosa di sconvolgente.
La domanda che si fanno in molti e se questo film farà la storia del cinema. È una domanda pretestuosa. Guerre Stellari è già stato fatto. Ma di sicuro è migliore di tutti i sequel che ne sono stati fatti e di gran parte dei colossal degli ultimi vent’anni.

Silvio sedotto e fotografato

giugno 18th, 2009
Se invece di censurarli i film li guardassero forse avrebbero evitato qualche figura di merda. Quella che potete vedere è una scena tratta da “Shooting Silvio” un film del 2007 di Berardo Carboni. È la storia di un ragazzo talmente ossessionato dal Presidente del Consiglio che vuol scrivere un libro raccogliendo cento modi per eliminare Berlusconi. Nella clip ne racconta uno alla sua ragazza. Non c’è bisogno di avere infiltrati nella magistratura per immaginare che un miliardario di 73 anni sesso dipendente possa essere facilmente ricattabile da chiunque gli faccia annusare il pelo. E non sto parlando dei baffi di D’Alema.

Come diceva qualche tempo fa la signora Lario sarebbe bastato che chi gli sta vicino prendesse atto di questa malattia e lo tenesse lontano da situazioni a rischio. Tipo feste con decine di ragazze mai viste prima e mandate da non si sa chi. Se davvero non sapevano chi le mandasse. In questo caso oltre al danno la beffa. Immaginatevi come si deve sentire uno convinto di essere un chiavatore quando scopre che le donne che lo circondano sono pagate per farlo. Un pirla, come minimo.
Una piccola nota. Gli autori del film sopravvalutano i probabili effetti derivanti da un azione come quella descritta. Le foto di Berlusconi che fa sesso fetish con una ragazza molto più giovane di lui più che detronizzare il Presidente del Consiglio rilancerebbero il mercato del fetish. Anche se il giovane protagonista è circondato di amici che cercano di dissuaderlo dal suo progetto cercando di convincerlo della sua inutilità.

La messicana

maggio 4th, 2009

salma hayek

Ora ci vogliono far credere che la messicana è una semplice influenza da cui si guarisce facilmente. Un’influenza come tutte le altre. Ma io da quando nel lontano 1996 ho visto la messicana in "Dal Tramonto All’Alba" non sono più guarito. E credo sia una malattia incurabile. Almeno che Salma Hayek non decida di guarirmi.

[mi ci voleva un post distensivo]