Non c’è onestà senza vergogna
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Fanno incazzare anche me quelli che, come Cicchitto, per difendere Berlusconi, sostengono che chiunque di noi, se venisse intercettato, finirebbe per essere sputtanato come il Presidente del Consiglio, ma non urlerei mai con la certezza con la quale ha fatto Rosy Bindi qualche sera fa a Ballarò alzandosi in piedi che non ho nulla di cui vergognarmi. Tutti abbiamo qualcosa di cui vergognarci. Chi afferma il contrario o è un falso o è un ingenuo, anche se, ovviamente, non tutti hanno dato 187.000 euro ad una ragazza di 17 anni o hanno messo in consiglio regionale una maitresse.
A questo proposito mi piace sempre citare quel gran film che è The Big Kahuna.
Di sicuro hai fatto tante cose di cui rincrescerti, solo che non sai quali sono. È quando alla fine le scopri, quando vedi l'assurdità di qualcosa che hai fatto, e desidereresti tornare indietro, cancellarlo, ma sai di non potere, perché è troppo tardi. Quindi quella cosa non puoi che prenderla e portarla con te, perché ti ricordi che la vita va avanti, il mondo girerà anche senza di te. Alla fine tu non conti. È allora che acquisterai il carattere. Perché l'onestà emergerà da dentro di te, e come un tatuaggio ti resterà impressa sulla faccia.(*)
Ecco sapere che abbiamo fatto qualcosa di cui ci vergognamo, ma che non possiamo cancellare, è questo che ti aiuta a diventare una persona onesta. Non c’è onestà senza vergogna.
Certo, ci possiamo vergognare anche per le cose più futili, ma il meccanismo è sempre lo stesso. Ci preoccupiamo del giudizio degli altri ancora prima di conoscerlo, lo abbiamo interiorizzato. Qualcuno lo chiama controllo sociale, e può anche avere degli aspetti negativi, come l’omologazione, ma per quello di cui stiamo parlando risulta fondamentale.
Noi non rubiamo non perché c’è scritto da qualche parte in una legge che non abbiamo mai letto. Non rubiamo perché sappiamo che se si sapesse che lo abbiamo fatto andremmo incontro alla riprovazione degli altri, soprattutto di quelli che abbiamo più vicino. Questo ovviamente se siamo cresciuti in una società e in un ambiente in cui rubare sia considerato negativo.
Se lo facciamo dunque tendiamo a non parlarne in giro. Ce ne vergognamo in qualche modo. Sappiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato e ce lo teniamo per noi ripromettendoci, forse, di non farlo mai più. Se poi dovessimo venir sorpresi a farlo, probabilmente, accetteremmo le conseguenze che già ci aspettavamo, anche se non sono da sottovalutare vari meccanismi di autodifesa dell’io. Che sono comprensibili da parte del soggetto, ma che di solito hanno scarsa possibilità di successo.
L’interiorizzazione di questo giudizio negativo avviene grazie a quell’ipocrisia democratica a cui accennavo qualche giorno fa.
Sappiamo tutti che ci sono dei politici che rubano, ma sappiamo tutti che ciò è sbagliato, anche loro, altrimenti non tenterebbero di tenerlo nascosto. Ora che succede se invece di avere un politico che pur rubando se ne vergogna o almeno lo nascone ma ne abbiamo uno che anzi ne va fiero e lo dichiara ai quattro venti che il sistema funziona cosi e che ha sempre funzionato così?
Niente, se vi fosse da parte del resto della società una reazione adeguata e cioè la riprovazione di quel comportamento e l’esclusione del soggetto almeno dalla vita politica del paese. Se invece di quella reazione ne abbiamo una che ne leggittima il comportamento allora tutto è permesso e anche la legge non serve più a niente.
Se dall’oggi al domani milioni di persone decidessero che è sacrosanto rubare vi siete chiesti che potere avrebbero forze dell’ordine e magistrati di impedire che ciò avvenisse? Nessuno ovviamente.
Ecco se dall’oggi al domani tutti i politici si comportassero come si comporta Berlusconi e tutti i cittadini pensassero che è giusto, vi siete chiesti che cosa ne sarebbe di quella cosa che chiamiamo stato democratico di diritto e di cui ci vantiamo tanto?
In senza categoria | Tags: berlusconi, citazioni, politica | Comments (3)I migliori 5 post degli altri
Visto che ne leggo tanti, se avete tempo e voglia, vi consiglio i migliori cinque post di questa settimana, se non altro migliori dei miei. Leggeteli. Ne vale la pena.
Il corpo delle troie di Freddy Nietzsche
Non andate a letto tardi e l’Italia sarà vostra di Cadavrexquis
Non mollare mai di formamentis
Ma i dittatori mai di Giovanni Fontana
Con tante scuse agli esclusi anche se non credo se la prenderanno.
In senza categoria | Tags: blog, citazioni, internet | Comments (4)Intenzioni di voto
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