E gli elettori stanno a guardare
agosto 25th, 2010
Qualche anno fa con alcuni amici mettemmo su una squadra di calcetto e ci iscrivemmo a un torneo. Fin dalle prime partite ci rendemmo conto di aver sbagliato torneo. E forse anche sport. Avevamo perso tutte le partite. Una media di quasi dieci gol subiti a partita. Una media di mezzo gol fatto a partita. Un disastro. Finché, nel girone di ritorno, incontrammo una squadra di teste di cazzo con cui all’andata avevamo sfiorato la rissa per un loro fallo inutile. Inutile perché che bisogno c’è di stroncare le gambe a chi già sta in piedi a malapena. Il fatto è che in quella partita di ritorno loro erano ancora più nervosi e uno di loro era talmente fatto di redbull che sembrava di giocare su di una big bubble. Infatti si prese un cartellino giallo dopo pochi minuti. Dopo quel cartellino successe quello che nessuno si aspettava. Noi, la squadra più scassata del campionato segnammo un gol alla squadra più incazzosa del campionato andando in vantaggio. Per loro fu la goccia che fece traboccare il vaso. Cominciarono a mandarsi a fare in culo a moccolare e a strattonarsi. Due di loro quasi si presero a pugni e lo avrebbero fatto se un altro, sempre di loro, non li avesse divisi. L’arbitro che avrebbe dovuto espellerli stette a guardare. Su quei campetti è meglio essere cauti. Noi, che avremmo potuto approfittare della situazione, restammo a guardare. Aspettammo tranquilli che avessero finito la loro rissa. La partita riprese. Loro fecero dieci gol. Ci facemmo la doccia e tornammo a casa come tutte le altre sere.
Questa è l’unica cosa che mi è venuta in mente a proposito della crisi di governo estiva. Se non ci vedete il nesso è perché non siete elettori del PD.
In senza categoria
| Tags: elezioni, governo, partito democratico, politica, popolo delle libertà |
Comments (3)
Come perdere
marzo 30th, 2010
Il giorno dopo è sempre lo stesso. Il giorno dopo è quello in cui si discute del perché della sconfitta. Il bello è che si dice tutto è il contrario di tutto.
C’è chi dice che il PD ha perso per troppo antiberlusconismo chi dice che ha perso per troppo poco antiberlusconismo. C’è chi dice che ha perso per la mancanza di un programma chiaro e importante e chi dice che dei programmi non frega niente a nessuno altrimenti non avrebbe vinto Berlusconi. C’è chi dice che è colpa dello scarso radicamento sul territorio e chi invece dello strapotere mediatico di Berlusconi o delle incapacità di usare i nuovi mezzi di comunicazione da parte del PD. C’è chi dice che è colpa dei dirigenti del partito che non hanno saputo sostenere i propri candidati e chi pensa che l’errore sia stato nella scelta di candidati incapaci. Chi dice che è colpa del popolo bue chi di una classe politica snob.
Io dico che abbiamo troppe idee sul come perdere.
In senza categoria
| Tags: elezioni, partito democratico, politica |
Comments (2)
Agitare prima dell’uso
marzo 30th, 2010
Agitare prima dell’uso. Questo dovrebbe esserci scritto sull’Italia. Un paese dove le culture politiche hanno radici cosi profonde nel territorio che rischiano quasi di spezzarlo. In tre. Non è una novità. Dove c’era la Democrazia Cristiana c’è la Lega. Dove c’era il PCI c’è il PD. Dove c’erano i “notabili” ci sono i “notabili”.
Le novità sono due.
La prima è che c’è chi vuole sfruttare politicamente questa divisione. La Lega. E oggi ha il potere di farlo.
La seconda è che la voglia di secessione si fa strada anche negli elettori non votano Lega. Per quelli che vivono dove la Lega vince è una secessione dal proprio territorio e da se stessi. Per quelli che vivono al Sud è una unità nazionale comunque mai realizzata. Per quelli che vivono nelle regioni “rosse” è un “tenetevi pure il Nord basta che ve ne stiate fuori dai coglioni” come se una regione in cui non c’è mai stata alternanza non sia un’anomalia.
È un paese che non mi piace. È un paese ingessato, imbalsamato, sempre uguale a se stesso. È un paese nel quale il voto è totalmente svincolato da qualsiasi logica democratica.
È colpa della presenza di forze politiche impossibili da votare per chiunque abbia a cuore la sopravvivenza di uno stato di diritto nel quale la convivenza civile continui ad essere un valore? È colpa dell’indissolubile legame tra mondo imprenditoriale, realtà associative, enti locali e partiti politici? È colpa delle mafie?
Non lo so il fatto è che mi piacerebbe che non esistessero più le “roccaforti rosse” i “feudi leghisti” e la “questione meridionale”.
In senza categoria
| Tags: elezioni, lega, partito democratico, politica, popolo delle libertà |
Comment (0)
Intenzioni di voto
marzo 29th, 2010
L’intenzione di voto prima che sulla scheda elettorale dovrebbe essere chiara nella testa dell’elettore. Se mi scrive sulla scheda il nome di una persona che non è candidata è probabile che sia un po’ confuso. Lo sforzo dei partiti dovrebbe essere proprio quello di riuscire a farsi votare in modo corretto. Dire che invece si può scrivere sulla scheda quel che si vuole, a urne ancora aperte, è segno di irresponsabilità. Il lavoro degli scrutatori dovrebbe essere facilitato da chi ha interesse a che una democrazia funzioni. Invece come al solito assistiamo all’esibizione dell’ignoranza delle regole e dell’arroganza di chi pensa siano superflue.
Perché se è valido il voto di una scheda con su il nome di una persona non candidata allora vale tutto. Specialmente se quella persona non fa neanche parte di nessuna lista tra quelle presenti sulla scheda.
Per capirci. Nel Lazio il PDL non c’è. Non si può scrivere “Brunetta” tra le preferenze. Se lo scrivi il voto non è valido. È molto semplice.
Se iniziamo a interpretare allora la scheda bianca va al principale partito di governo perché chi tace acconsente? O chi tace sta zitto? E la scheda con dentro la mortadella? La mortadella è comunista?
In senza categoria | Tags: cinema, citazioni, elezioni, politica | Comments (3)
Libertà a orologeria
marzo 16th, 2010

Questa volta non gli si può dar torto. Questa volta non si può che parlare di accuse a orologeria. Fosse la prima volta che Berlusconi tenta di tappare la bocca a Santoro e a tutti quelli che non sono d’accordo con lui, che siano comici, ballerini o giornalisti, capirei. Ma è da quando è “sceso in campo” che ci prova e quelli me lo intercettano proprio alla vigilia delle elezioni regionali del 2010. Ve lo ripeto. Le elezioni regionali 2010. Che se vi fosse sfuggito sono le elezioni più importanti degli ultimi 150 anni.
In senza categoria
| Tags: berlusconi, elezioni, politica |
Comments (8)


