Che disdetta, Monti non è socialista.

Certo, che orrore, dei banchieri al governo! Un prefetto, che schifo. Il rettore di una università? Vade retro Satana! C’è chi ci fa sapere che non è entusiasta del governo Monti. Eh beh. Che notizia! Ma qualcuno di voi ricorda di essere mai stato entusiasta per un governo? Eravate entusiasti quando fu presentato il governo Ciampi? Vi ubriacaste dalla felicità quando leggeste la lista dei ministri del governo Amato? Quando arrivò il primo governo Berlusconi stappaste lo champagne? Certo, per il governo Prodi vi sentii dire un “vediamo” carico di entusiasmo! O mi sbaglio? E per il secondo Prodi? Non è che proprio vi spellaste le mani. Vi ricordate vero Mastella alla giustizia? E per l’ultimo Berlusconi? Siete corsi in bagno a masturbarvi per l’entusiasmo?
Era per ricordarvi gli ultimi venti anni di governo. Nel caso vi fossero passati di mente. Avete mai visto operai, spazzini, camionisti, assistenti sociali, insegnanti, commesse diventare ministri? No, al massimo qualche soubrette e igienista dentale.
Siete piovuti da marte? O pensavate che Monti avrebbe chiamato Chavez allo sviluppo economico, Marcos alle riforme? Credevate che nel programma del governo ci sarebbe stata l’abolizione del capitalismo? O vi accontentavate di legge sull’eutanasia, coppie di fatto, cittadinanza agli immigrati, fecondazione assistita, etc?
Mi dispiace se ci siete rimasti male, devo farvi una rivelazione: questo è, tenetevi forte, un governo di destra. Si proprio così. Un governo conservatore. Se vuoi avere l’appoggio di tutti non puoi che essere conservatore.
O si, non piace neanche a me. Se volete possiamo ritrovarci al bar a dire insieme quanto ci fa schifo. E ci sentiremo tanto meglio. D’altra parte mostrare entusiasmo per qualcosa non è abbastanza fico. Mostrarlo per un governo poi credo che rasenti il disturbo mentale.
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I(r)responsabili al potere
Così oggi un “responsabile” è diventato Ministro dell’Agricoltura, non uno a caso. È stato scelto accuratamente quello con l’accusa pendente più grave: associazione mafiosa. È Saverio Romano.
Casualmente nello stesso giorno i due membri dei responsabili che fanno parte della Giunta per le autorizzazioni della Camera hanno atteso fino all’ultimo momento per votare sul conflitto di attribuzione per il caso Ruby, come già avevano fatto durante il voto di fiducia. Hanno votato quando hanno saputo che Romano era diventato Ministro. E la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione con i magistrati di Milano passa per un voto.
Se il giudice ancora deve decidere sulle accuse a Romano non è invece necessario consultare il codice penale per sapere che lo scambio di favori per ottenere potere, denaro e protezione è un metodo tipicamente mafioso.
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In Libia muoiono e Bossi gongola

Qualche tempo fa scrivevo che se non ci fossero gli immigrati la Lega avrebbe dovuto inventarli, come in effetti ha fatto, passando dalla paura del terrone a quella dell’islamico. Ora Bossi finalmente lo ammette. “Il rischio immigrazione aiuta Berlusconi e aiuta noi”, dice riferendosi alla coincidenza tra gli avvenimenti che stanno sconvolgendo il Nord Africa e il rischio di elezioni anticipate per gli avvenimenti che stanno “sconvolgendo” la maggioranza di governo. Quasi come se il Trota nel giorno del suo compleanno avesse espresso il desiderio che per un giorno suo padre non dicesse neanche una bugia (cit). Oppure, più semplicemente, come un vecchio rincoglionito che non riesce più a distinguere quando parla da quando pensa a voce alta. Comunque, di tante cose, abbiamo più chiaro chi è che ha interesse a non risolvere o almeno a non gestire in modo serio la questione immigrazione, ma solo a specularci sopra.
[Forse ti interessa anche: Come ci si sente ad essere complici di uno sterminio di massa?]
In senza categoria | Tags: berlusconi, governo, immigrazione, lega | Comments (15)Cucù Gheddafi non c’è più

Insomma è toccato pure a Gheddafi che si sarebbe dato al campeggio abusivo in Venezuela con la sua tenda e ha lasciato il paese in preda ad una guerra civile. Dopo Tunisia ed Egitto è stato il turno dunque della Libia. Mentre focolai di rivolta sembrano accendersi in altri paesi nord africani e medio orientali.
In tutto questo la politica estera del nostro paese si riassume e oscilla tra il “non vogliamo disturbare” di Berlusconi che vede tutti i suoi migliori amici, quelli da cui andava a chiedere consigli sul come rimanere al potere fino alla morte, darsi alla macchia o addirittura morire di crepacuore, ed il terrore della Lega di veder arrivare qualche migliaio di profughi dai paesi in cui alla cacciata dei dittatori seguiranno fasi non ancora prevedibili. Terrore della Lega che si può tradurre in “non ce ne frega un cazzo”, per noi (la Lega) più ne muoiono meglio è. Si aspetta solo che i volontari delle ronde padane vadano a fare prevenzione e si uniscano ai cecchini che sparano sulle folle in rivolta.
Il prestigio e l’importanza dell’Italia sullo scacchiere internazionale non può che raggiungere vette inimmaginabili con politici di tale statura.
Parte del giornalismo italiano, che fino a poche settimane fa scriveva "menomale che Gheddafi c'è", stenta invece a capacitarsi di come il cashmere abbia avuto una diffusione cosi massiva in paesi caldi come quelli nord africani e sotto sotto sospetta che le folle di radical chic che hanno riempito le piazze e rovesciato governi legittimi con i più alti tassi di gradimento di tutta l'Africa siano state insuflate da un abile campagna di Repubblica che con una strategia di accerchiamento tenta di prendere Berlusconi contemporaneamente su più fronti.
update: sta ancora in Libia
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