Una piccola storia sull’integrazione
Oggi, nel giorno dei funerali di Mor Diop e Samb Modou, vi voglio raccontare una piccola storia sull’integrazione, quella parola con cui tutti si riempiono la bocca dopo una tragedia come quella del 14 dicembre, dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ad un leghista come Matteo Salvini, direttore di Radio Padania.
Bene, a Firenze da qualche anno esiste un progetto chiamato “Le chiavi della città”. È un insieme di proposte didattiche, laboratori, che le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado della città possono richiedere di svolgere ad integrazione del normale programma scolastico. I laboratori sono svolti da numerosi e diversi soggetti e sono incentrati sulle tematiche più svariate.
La cooperativa con la quale collaboro propone storicamente un percorso didattico sulla discriminazione e i diritti umani. Li ho svolti personalmente, insieme agli altri operatori, nelle varie scuole di Firenze.
Si tratta per lo più di andare a spiegare cos’è un pregiudizio, come funziona, come lo riconosci, come conduce alla discriminazione. Lo si fa di solito con delle attività, dei giochi, ma soprattutto cercando di tirar fuori dai bambini e dai ragazzi quello che hanno dentro e di rielaborarlo in classe. Perché come sa chiunque abbia avuto a che fare con dei bambini difficilmente questi ti stanno ad ascoltare se gli dici che qualcosa non va fatto per principio e che se lo fanno sono cattivi.
Se non fai il predicatore hai qualche probabilità in più che i ragazzi ti dicano quello che pensano davvero, ti dicano come si comportano nella realtà, ti facciano delle domande di cui gli interessi davvero conoscere la risposta, e allora il laboratorio funziona, perché puoi decostruire i luoghi comuni nei quali sono e siamo immersi e provare a ricostruire un senso del vivere insieme che riconosca la diversità come la cosa più normale che esista ma anche la più sorprendente.
Spesso la cosa più difficile è passare da quello che sanno, o pensano di sapere, sul razzismo alla vita quotidiana, dai campi di sterminio alla loro classe, dalla soluzione finale alla presa per il culo. Perché i ragazzi lo sanno come si offende una persona, lo sanno che quasi sempre la diversità è un buon modo per escludere qualcuno e sentirsi più uguale a qualcun altro, la conoscono la differenza tra lo scherzo e l’offesa. La cosa difficile è far loro riconoscere che il principio sul quale si basa il loro modo di offendere è lo stesso sul quale si basa qualunque discriminazione e cioè la paura e l’odio per il diverso, di qualsiasi diversità si parli.
È difficile, ma è molto più facile che spiegare a un leghista che un italiano che spara a cinque senegalesi in mezzo a migliaia di persone sceglie il suo obiettivo con una motivazione ben diversa dal senegalese o da un qualsiasi altro immigrato che abbia commesso un crimine comune contro un italiano.
La mia forse è un’illusione ma ho sempre pensato che cose del genere fossero molto più utili della chiusura di Casa Pound o di qualche fiaccolata antirazzista, perché non potrai mai evitare il rischio di un Casseri o di un Breivik a meno di non avere a disposizione dei precog, ma probabilmente potrai evitare il rischio di un nuovo Salvini, di un nuovo Cota o di un nuovo Maroni, potrai evitare che quegli alunni un giorno da grandi si ritrovino al bar ad inveire contro gli immigrati, clicchino mi piace su pagine neonaziste di facebook o anche che picchino a morte fuori da qualche locale un ragazzino loro coetaneo perché era gay o fricchettone.
Ora, al di là dei contenuti del laboratorio e al di là del fatto che lo svolgesse la cooperativa con la quale collaboro, quello che conta è che questo fosse molto apprezzato da insegnanti e alunni, e che ogni anno ricevesse adesioni crescenti. Quello che conta è che da quest’anno, nonostante il Casseri, quel laboratorio non verrà più svolto nelle classi, né dalla nostra cooperativa né da altri. Semplicemente non ci sarà più.
Il motivo è che non ci sono abbastanza soldi per coprire le richieste e siccome le richieste erano sempre di più, meglio toglierlo del tutto, che non dover scontentare le classi che non avrebbero potuto aderire e sostituirlo con qualche altro percorso meno “attraente”.
È una piccola storia questa, la storia di una trentina di classi che quest’anno non faranno un percorso sull’integrazione, o se volete sulla convivenza civile, sul rispetto dei doveri e dei diritti in una comunità.
È però una storia che non coinvolge solo la piccola cooperativa per la quale lavoro e quelle trenta classi, perché centinaia sono le storie come questa.
È una storia comune a tante altre piccole o grandi realtà usate spesso dalla politica solo come bacino di consensi, da finanziare o tagliare secondo logiche del tutto indipendenti dalle necessità di un territorio e della popolazione che lo abita
È anche il segnale che, nonostante le parole spese da personaggi più o meno illustri in occasioni di tragedie o celebrazioni, alla fine dell’integrazione non importa nulla a nessuno e in un periodo di crisi, quando dovrebbero essere maggiori le attenzioni a che questa non investa anche le relazioni tra cittadini, si taglia sempre e comunque nel sociale e nell’istruzione. Così avremo sempre più caccia torpedinieri nuovi di zecca per difenderci dal pericolo dell’invasore alieno e sempre meno strumenti per difenderci dalle nostre paure e dalle nostre insicurezze, quelle che generano i “pazzi” come Casseri.
In Politica | Tags: casseri, discriminazione, firenze, integrazione, lega, razzismo, renzi | Comment (0)Chi pensava che sarebbe stato così facile?

Liberarsi di Berlusconi intendo. Anni passati a pedinare veline e minorenni, anni passati ad imbucarsi alle feste e nei tribunali, anni passati ad inventarsi striscioni e manifestazioni, quando sarebbe bastata una semplice telefonata alla Merkel e a Sarkozy.
“Sentite ci sarebbe da togliersi di mezzo il babbeo. Fate che ci obbligate ad alzare l’età pensionabile. E’ l’unica cosa che non va giù alla Lega che così si ripresenta bene alle elezioni successive come difensore degli interessi nazionali e il Silvio c’ha un’uscita di scena da vittima dei poteri forti internazionali che gli piacerebbe tanto”.
Dopo di ciò si fare questa riforma al tecnico usa e getta di turno e per completare il rilancio del paese si fa una TAV da Marsala a Udine. Milioni di posto di lavoro. Si mettono a scavare questo immenso tunnel tutti quelli che devono trovare il modo di arrivare alla pensione e quei rompicazzo dei precari che almeno si trovano un lavoro e la smettono di andare a giocare con le palline e con le tende in piazza.
In Politica | Tags: berlusconi, lega, merkel, pensioni, sarkozy, ue | Comment (1)Povero martire leghista
O Maroni non sa leggere o dobbiamo pensare che stia cercando di far passare un proprio fallimento per un’ingiustizia e recitare di nuovo la parte del povero leghista martire.
Sarebbe piaciuto anche a me che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea avesse dichiarato una volta per tutte che essere clandestini non è un reato ma ha deciso solamente che la pena associata a quel reato dal legislatore italiano era in contrasto con la normativa europea e con il rispetto dei diritti umani. Il che è decisamente diverso.
Il reato di clandestinità, purtroppo, non verrà abolito né in Italia né nei paesi che Maroni lamenta essere trattati in maniera diversa. La storia dei due pesi e due misure non esiste. Esiste invece il solito vittimismo italico. Esiste invece una classe politica, quella leghista, incapace di scrivere una legge che traduca le sue urla sull’immigrazione perché se la scrivesse quella legge, allora si che saremmo fuori dall’Europa. E non solo, saremmo fuori dalla storia e dal mondo.
In senza categoria | Tags: corte di giustizia, immigrazione, lega, maroni, reato di clandestinità | Comment (0)
Maroni respinto dall’Europa

Così ora è ufficiale. La legge sul reato di clandestinità è una boiata a livello europeo. Per i leghisti sarà un nuovo argomento contro l’Unione Europea, una ragione in più per chiedere di uscirne. Per tutti quelli dotati di un minimo di cervello invece si tratta di una ovvietà.
Perché punire con un massimo di 4 anni di galera costringendo a rimanere in Italia colui che invece si voleva espellere? Questa è una delle tante contraddizioni della legge sottolineate dalla Corte di Giustizia, che si concentra sul contrasto tra la normativa italiana e quella europea, tra il diritto degli stati a decidere chi può soggiornarvi e il rispetto dei diritti umani.
L’altra contraddizione era la detenzione degli immigrati senza regolare permesso di soggiorno insieme ai detenuti colpevoli di reati comuni. In contraddizione con le normative europee e soprattutto, anche se questo non è stato preso in considerazione dalla Corte, con il principio della deterrenza della pena che andava infatti cosi a farsi fottere. L’immigrato clandestino si trovava nella simpatica situazione per cui decidere di spacciare o rubare o decidere di condurre una vita onesta lo avrebbe portato comunque alla prigione. Alla faccia di chi giustificava il provvedimento con la ragione della sicurezza per i cittadini.
Oggi la Corte di Giustizia dell’UE ristabilisce il principio per cui la detenzione debba essere l’estremo provvedimento dopo che non si è riusciti a far rispettare l’ordinanza di espulsione e non si è riusciti a rimpatriare coercitivamente il soggetto. Ristabilisce il principio per cui la detenzione non può superare i 18 mesi (comunque una enormità). Ristabilisce il principio per cui l’immigrato irregolare non può essere detenuto insieme ai criminali.
Ma soprattutto ristabilisce il principio per cui la crema della crema della Lega non è capace di scrivere una legge sull’immigrazione che funzioni.
La conseguenza di questa bocciatura è che il governo dovrà rilasciare immediatamente tutti gli immigrati detenuti in base alla legge in questione proprio nel momento in cui filosofi del calibro di Bossi e Berlusconi stavano disquisendo sulla quantità di immigrati clandestini che sarebbe corrisposta ad ogni bomba lanciata in Libia.
In senza categoria | Tags: commissione europea, immigrazione, lega, maroni, reato di clandestinità | Comments (3)
Siamo tutti extracomunitari

Non so se ci avete pensato, ma l’idea della Lega è geniale. Poi dice che non sono capaci di solidarietà. Prima hanno provato ad esaudire il desiderio di questi extracomunitari che volevano andare in Francia e quando la Francia ci comunica che il permesso di soggiorno italiano è carta straccia in Europa la Lega decide di uscire dalla Unione Europea. Insomma siccome non riusciamo a liberarci di questi 20.000 extracomunitari, scusate volevo dire ad accoglierli, facciamo diventare extracomunitari anche tutti gli altri 60 milioni facendo uscire il paese dall’Unione. Cosa c’è di più solidale di questo? Cosa c’è di più solidale di Maroni che dice “siamo tutti extracomunitari”? Non so voi ma io mi sono commosso.
Comunque a me questa svolta buonista della Lega non convince, preferisco credere a Castelli. E se questi arrivano qua coi fucili? Io nel dubbio mi faccio trovare preparato. Ho già messo i sacchi di sabbia alle finestre, ho fatto scorta di scatolame alla coop, mentre per le armi mi sto arrangiando.
In senza categoria | Tags: castelli, immigrazione, lega, maroni | Comments (19)

