Buste, bustarelle e bustarsizio

gennaio 24th, 2011

In questi giorni ho scoperto che il lavoro nero non esiste. In pratica io che lavoro in un bar, quelli che fanno i camerieri e i muratori e come me non hanno un contratto, a fine mese non vengono volgarmente pagati. Ricevono un aiuto dai loro generosi benefattori. Se avete fatto un buon cappuccino, se avete servito i clienti e siete stati abbastanza riverenti nei confronti del capo, se siete saliti su delle impalcature non a norma senza lamentarvi troppo, ecco allora che riceverete anche voi una bella busta con un po’ di soldi dentro. Un regalo, non uno stipendio. Perché queste persone vi hanno a cuore e allora in cambio della vostra servizievolezza vi offrono la loro solidarietà. Cosi se una prostituta vi fa un pompino, o una ballerina si dimena vestita da infermiera a seno nudo avvinghiata a un palo e voi gli date dei soldi, non la state volgarmente pagando, le siete vicini e la aiutate a risolvere un problema che può essere la casa, la cena, la mensa della figlia. Insomma dimostrate che ci tenete a lei. In fin dei conti abbiamo scoperto che il lavoro nero e la prostituzione non esistono e che gli italiani sono un popolo molto solidale, a cominciare dal loro Presidente del Consiglio.

Una botte di ferro

ottobre 16th, 2009
Ero cosi impaziente di sapere quali sarebbero state le magagne del giudice Mesiano annunciate da Berlusconi che tutti i giorni la prima cosa che ho fatto appena alzato è stata consultare il sito de il Giornale. Chi altro avrebbe potuto svelare certe preziose informazioni?
Potete quindi capire la mia soddisfazione nell’apprendere stamani che Mesiano è stato sorpreso a fumare davanti al negozio del barbiere da un audace cameraman di Canale 5 mentre al Giornale una “gola profonda” rivelava che durante una cena di qualche anno fa lo stesso giudice ebbe la sfrontatezza di brindare a Prodi. Ha ragione il vicedirettore del Giornale. Bisogna indagare. Non è possibile che in un ristorante sicuramente pieno di avventori esista un solo testimone anonimo di quell’incresciose evento. Ci saranno stati pure altri commensali che siano rimasti sconvolti da tale spudoratezza. Esisteranno delle registrazioni video. Almeno quelle dei cellulari se per qualche strano motivo le casette dell’impianto di videosorveglianza interna sono andate perdute.
Certo, mi sarei aspettato di più, che so, una foto di Mesiano con Repubblica in mano, un dossier di Feltri che documentasse come l’odio di Mesiano per Fininvest nasca da quella volta che il giudice ancora bambino scrisse a Bim Bum Bam senza ottenere risposta né da Uan né da Bonolis.
Ma sono d’accordo. Un giudice non dovrebbe esprimere le proprie opinioni politiche. Neanche ad una cena con amici. Anzi facciamo cosi. Un giudice non dovrebbe proprio averle delle opinioni politiche, neanche nel privato della sua cameretta. Se ce le ha o gliele togliamo con la forza o smette di fare il giudice. Perché un giudice non può mai smettere i panni del togato. Neanche fisicamente. Indossando un mocassino bianco e un calzino turchese potrebbe esprimere parzialità oltrechè stravaganza. Pensate un po’ cosa succederebbe se un giudice di un processo che coinvolge un’azienda del Presidente del Consiglio fosse colto da una televisione del Presidente del Consiglio a tifare contro la squadra di calcio del Presidente del Consiglio, a leggere un libro di una casa editrice concorrente a quella del Presidente del Consiglio, a parlare con l’agente di un’assicurazione concorrente a quella del Presidente del Consiglio, a leggere un giornale che critica il Presidente del Consiglio.
Insomma non si può e non si deve allo stesso tempo essere giudici e avere idee politiche. Soprattutto dove vige un sistema bipolare per cui o si è col Presidente del Consiglio o si è contro.
È vero c’è chi ha risolto il problema evitando che sia possibile per la stessa persona essere eleggibile alla carica di Presidente del Consiglio e allo stesso tempo avere delle televisioni, delle case editrici, delle squadre di calcio, delle assicurazioni e delle banche.
Ma non è più semplice avere un Presidente del Consiglio che non può essere giudicato?
In alternativa se deve essere giudicato che lo sia da chi, come lui, è stato eletto dal popolo e scegliamo i giudici in libere elezioni. La mafia sono anni che lo chiede. Certo poi si porrà un altro problema. Può un giudice eletto che so con 100.000 voti giudicare un Presidente del Consiglio eletto con 10.000.000 di voti? O dovremo eleggere un unico super giudice? In questo caso non è meglio affidare direttamente anche il potere giudiziario al Presidente del Consiglio e risparmiarci una inutile elezione? Tanto più che è un sistema già collaudato. E come se non bastasse noi avremmo la garanzia che il nostro Presidente del Consiglio ha giurato che se facesse qualcosa di immorale o di illegale si dimetterebbe. Stiamo in una botte di ferro.

Code di paglia

ottobre 8th, 2009

 

Visto che la legge sulla sospensione dei processi per le prime quattro cariche dello Stato era sicuramente una legge a carattere universale la domanda sorge spontanea: come mai ad incazzarsi è solo Berlusconi? O almeno come mai lui è quello che se l’è presa di più?
Le esternazioni di Bossi dal reparto psichiatrico non fanno testo. Fini, la terza carica dello Stato, sembra non interessarsi molto del fatto di avere o non avere il Lodo. Lo stesso dicasi per Napolitano, la prima carica dello Stato. Schifani fa il criptico e rilascia dichiarazioni incomprensibili. Anche lui di questo Lodo non sembra sapere che farsene.
Insomma perché mai la decisione della Corte Costituzionale dovrebbe far parte di un complotto contro Berlusconi se la legge che è stata dichiarata incostituzionale non era a favore di Berlusconi?
Che ci stiano prendendo per il culo?

Il brodo Alfano

ottobre 7th, 2009
La Consulta ha appena dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano. A questo punto a Berlusconi non resta che marciare su Roma.
Mentre aspetto che si organizzi mi stupisco dello stupore col quale è stato accolta la decisione della Corte Costituzionale . Le violazioni degli art 3 e 148 erano talmente evidenti che anche uno studente di Giurisprudenza al primo anno se ne sarebbe potuto accorgere. Voglio esagerare. Anche uno studente di Scienze Politiche al primo anno se ne sarebbe potuto accorgere.
Possibile che chi ha scritto quella legge non fosse consapevole degli errori grossolani che stava facendo? No. Il Lodo Alfano è stato scritto, cosi come tante altre leggi palesemente incostituzionali approvate da qualche anno a questa parte, con la convinzione che chi ha la maggioranza in parlamento può fare in sostanza che cazzo gli pare. La Costituzione è solo un intralcio. O carta da culo. A seconda delle occasioni.
Questa convinzione è penetrata a tal punto nel paese che anche chi era contrario al Lodo Alfano è rimasto stupito dalla sua bocciatura. Nessuno credeva più che bastasse semplicemente la legge a fermare l’arroganza di un bulletto.
Adesso resta da vedere come riuscirà il bulletto a mobilitare il popolo per mettere a ferro e fuoco il paese come promesso dai suoi luogotenenti. I vari Cicchitto, Bossi, Bondi, Gasparri e La Russa dovrebbero riflettere sul fatto che un conto è convincere la gente a scendere in piazza per difendere un diritto che, anche se non minacciato, riguarda tutti; un altro è convincere la gente a scendere in piazza per difendere un privilegio che riguarda un uomo solo.

Lotteria Mondadori

ottobre 5th, 2009

 

Se domani vi dovessero rubare un biglietto della lotteria, fate causa civile al ladro. Se trovate un giudice a Milano, lo condanneranno a pagarvi un risarcimento pari all’intero ammontare del primo premio. Anche se il vostro biglietto era perdente.(*)
È lodevole il tentativo di Nicola Porro di rendere comprensibile il diritto civile a tutti noi. Si dovrebbe però esercitare un po’ di più con similitudini, logica e metafore, altrimenti potrebbe venire il dubbio che sia in malafede e ci voglia mettere fuori strada.
Nel caso in questione (*) infatti non è stato rubato il biglietto. È stata truccata l’estrazione. O meglio. Tizio ha pagato Caio perché estraesse il biglietto di Sempronio. E lo ha pagato con i soldi di Sempronio. Ora se voi aveste avuto l’unico altro biglietto di quella lotteria a chi li chiedereste i danni?
Compiti a casa per Porro. Dieci similitudini e dieci metafore.