Lampione antistupro
settembre 25th, 2009

[immagine su gentile concessione di http://www.blender-tutorial.com ]
Inventato il lampione antistupro. Letto il titolo comincio a chiedermi cosa mai sarà questo ritrovato della tecnica? Cos’avrà in più di un lampione normale? Cos’altro può fare oltre ad illuminare gli angoli bui? Emetterà forse delle onde in grado di paralizzare chiunque tenti di aprirsi la cerniera dei pantaloni? Trasmetterà subliminalmente messaggi sulla parità tra i sessi? Vado a leggere non sto nella pelle.
Allora il lampione antistupro differisce dal normale lampione indifferente agli stupri per essere alimentato ad energia solare e per essere dotato di una webcam collegabile alla centrale di polizia.
Cos’hanno inventato dunque i nostri quattro geni per la gioia del Corriere e del Comune di Roma che per 3000 euro a lampione si sta già preparando a riempirne la città?
Il panopticon. Jeremy Bentham lo ha inventato nel 1791. Solo che il filosofo inglese lo aveva pensato come un sistema di sorveglianza per un carcere perfetto. All’epoca non c’erano le telecamere e quindi dovette aguzzare l’ingegno per inventarsi il modo di dare l’impressione che ci fosse sempre qualcuno a guardare. Nella struttura inventata da Bentham sarebbe bastata una sola guardia o al limite anche nessuno visto che non si poteva sapere se davvero se qualcuno stesse guardando. Un po’ come le webcam. La consapevolezza di poter essere osservati in ogni momento infatti avrebbe fatto comportare bene gli “ospiti” della prigione. Riempire di telecamere una città in pratica significa di fatto farne un carcere a cielo aperto.
Nelle scelte di un’amministrazione tuttavia prendere questa strada significa rinunciare completamente all’idea di fare davvero prevenzione. Non interessa a nessuno tentare di lavorare sul concetto di donna e di sesso nel quale proliferano questi strani animali chiamati “stupratori” e che spesso agiscono lontano anche dai normali lampioni. Tipo in casa.
Significa ammettere che non ce ne importa una ceppa se gli uomini che abitano le nostre città pensano che le donne siano semplicemente un contenitore dove svuotarsi lo scroto dallo sperma. Ci importa solo far sapere che noi li guardiamo. Il che per alcuni potrebbe essere più uno stimolo che un deterrente.
Quello che interessa è la foto del sindaco accanto ai quattro “brillanti” inventori e il finanziamento di migliaia di euro per un progetto destinato solo ad aumentare le aspettative di sicurezza della gente per poi frustrarle non appena un evento qualsiasi ci dimostrerà che quei lampioni sono solo dei lampioni.
Cosi mentre nel resto del mondo l’inefficacia dei sistemi di video sorveglianza è già provata da decine di ricerche noi continuiamo a spenderci soldi e ad andarne fieri.
Se possiamo fare un appunto al Solar Video Survellance è che non sono stati previsti sotto i lampioni antistupro i manifesti con lo slogan “Il Grande Fratello ti vede”.
Adesso tocca a voi
marzo 25th, 2009
Cosi adesso toccherà anche a voi giovani beoti adoratori della Lega che starnazzate di immigrazione e sicurezza dai vostri blog. Dopo le panchine anti immigrati, gli irrigatori di marciapiedi anti barboni, le rotonde anti lavavetro è giunto il momento della piastrina anti giovani. Si piastrina avete capito bene. Come quella che si usa per scacciare di casa le zanzare. Solo che in questo caso le zanzare siete voi (io ho già passato i 30 e me ne sbatto). Siete voi che date fastidio con la vostra rumorosa presenza.
D’altra parte le famose ricerche sulla percezione della sicurezza parlano chiaro. Siete una delle prime fonti di paura per il cittadino normale. I ragazzi del muretto hanno rotto il cazzo. E non basta. Le statistiche sulla criminalità dicono che il 25% degli imputati condannati per reati ha un’età compresa tra i 14 e i 25 anni. La percentuale non è più alta solo perché i minori di 14 non sono imputabili. Siete un pericolo per questa società di vecchi impauriti.
Quale soluzione migliore allora di un dispositivo che emette ultrasuoni capaci di provocare dolore e udibili solo a chi abbia meno di 25 anni? In Olanda sono già usate dalle forze dell’ordine, dagli amministratori locali e da cittadini privati. Sono la nuova frontiera. Non sarà più necessario far chiudere i negozi, approvare ordinanze antialcol e organizzare coprifuoco. Basta con la classica secchiata dalla finestra. Niente più "ragazzi quel pallone ve lo buco". E forse anche niente più manganellare alle manifestazioni degli studenti. Anche se in questo caso immagino che il sadismo di qualche agente l’avrà vinta sull’innovazione tecnologica.
La città perfettamente ordinata sarà dunque irradiata da questo suono in ogni anfratto in modo che chiunque abbia meno di venticinque anni sarà costretto ad andarsene in periferia a contendersi gli argini dei fiumi con i Rom.
Non avevate detto niente quando sono venuti a prendere il senza tetto. Non avete detto niente quando sono venuti a prendere lo zingaro. Non avete detto niente quando sono venuti a prendere il romeno. Bene, adesso stanno venendo a prendere voi. Cazzi vostri.
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Chi ci guadagna
marzo 24th, 2009
Qualche settimana fa guardando L’Infedele, la trasmissione di Gad Lerner, rimasi stupito dalla sua risposta ad una delle solite frasi arroganti del leghista di turno.
Quest’ultimo sosteneva con sprezzo che un sondaggio della Caritas che analizzava la percezione della sicurezza degli immigrati non era attendibile. Queste associazioni vivono lucrando sull’immigrazione e sugli immigrati diceva. Per esempio prendendogli soldi per le pratiche di richiesta dei permessi di soggiorno.
Lerner a quel punto ha ripreso la parola per far notare che lui allora avrebbe potuto sostenere che ci sono anche altre persone che vivono sugli immigrati. Quelli, per esempio, che facendo gli imprenditori politici della paura speculano su sentimenti di diffidenza nei confronti di chiunque sia straniero e costruiscono intere carriere politiche, governano città, ottengono poltrone grazie a questo. Ha aggiunto che avrebbe potuto sostenerlo se avesse voluto abbassarsi al livello del suo interlocutore e che le frasi che aveva appena pronunciato erano solo per dimostrare che anche lui può essere volgare quanto un leghista, se vuole.
Mai prima d’ora avevo mai visto qualcuno rispondere cosi serenamente e allo stesso tempo cosi fermamente ad uno dei tanti e soliti luoghi comuni che infarciscono praticamente tutti i discorsi di tutti i leghisti che hanno il “dono” della parola. E avrei voluto complimentarmi con lui.
Tuttavia mi rammarico che non ci sia stato nessuno pronto a raccogliere e ad affondare il colpo. Non solo i leghisti infatti vivono di immigrazione, paura e criminalità.
Qualche giorno fa leggevo come dopo la campagna mediatico-sensazionalistica sugli stupri siano aumentati vertiginosamente gli acquisti di spray urticanti e iscrizioni in palestre dove si posso frequentare corsi di autodifesa personale. Questi sono solo un paio di esempi di come si possano fare soldi sulla paura. Ce ne sono molti altri. Le porte blindate, le casseforti, le armi, le telecamere, gli antifurto. E perché no? Il cinema, la fiction, la letteratura sul crimine. Quindi gialli, polizieschi, thriller. E che dire dei giornali? Più è efferato è il crimine più grosso il titolo. Più grosso il titolo più copie vendute.
Un piccolo esempio. Sicuramente esistono ricerche più accurate delle mie, anche se in rete devono essere un po’ insabbiate e sui giornali ovviamente non si parla di questo aspetto. Conoscevo già più o meno il costo di questo tipi di impianti ma è sempre meglio documentare quando si può. Dopo un po’ di tentativi quindi ho trovato il prospetto di un piccolo comune per la richiesta di un finanziamento per l’istallazione e la manutenzione di 3 telecamere di video sorveglianza. Il costo è di 99.000 euro per 18 mesi. Più di 20.000 euro all’anno per ogni telecamera.
È un dettaglio che sia provato il fatto che le telecamere non hanno alcun effetto nella prevenzione e/o deterrenza del crimine. Su questo di ricerche ce ne sono eccome. Vengono dal Regno Unito dove si stima siano state istallate 4.200.000 di telecamere in tutto il paese. Praticamente un enorme Grande Fratello.
E’ un dettaglio che mentre si tagliano fondi alla scuola, ai servizi sociali, a cooperative e associazioni che fanno prevenzione vera si trovino i soldi per questi inutili giocattoli.
L’importante è che il Sindaco che è stato eletto grazie ad una campagna elettorale all’insegna della paura venga rieletto e che l’azienda che produce e istalla le telecamere abbia avuto l’appalto.
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Il contagio della delazione
febbraio 9th, 2009
Ci stiamo preoccupando tutti della legge che obbliga i medici a segnalare alle forze dell’ordine i migranti con permessi di soggiorno non in regola, ma il problema è già più grave di quello che sembra.
I medici sono in grado di opporsi, costituire un movimento, formulare petizioni, riflettere su ciò che quella legge comporterebbe, comunicare il proprio disagio, consultare avvocati, creare legami con i colleghi stranieri, ma l’uomo della strada?
La delazione è contagiosa e colpisce per primi gli uomini deboli, quelli con pochi mezzi, culturali ed economici, quelli più facilmente impressionabili.
Ma nessuno sembra preoccuparsi del fatto che la maggior parte delle organizzazioni o associazioni a livello locale, le uniche che al momento garantiscono un minimo di partecipazione democratica e di integrazione, sono amministrate da persone comuni. Queste persone vivono nel terrore, convivono con la paura costante di finire come pinocchio nella bocca della balena, quella che si ingoia tutti gli amici dei clandestini, la galera.
Maroni è riuscito a fargli credere che nel caso un immigrato con i documenti non i regola si macchiasse di qualche reato, chi gli avesse rilasciato qualche tessera associativa potrebbe esserne ritenuto complice.
Prendiamo i quattro delle stupro di Guidonia. In questa ottica, se uno di loro avesse avuto la tessera del vostro circolo di scacchi voi potreste rischiare di essere imputati di favoreggiamento di stupro, o al limite di favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Chi dice a noi che non siate proprio voi che fate sbarcare a Lampedusa tutti quei gommoni per ingrossare le fila della vostra associazione?
O peggio ancora. Provate a immaginare se uno di questi prendesse il brevetto di volo e si schiantasse col suo aereo personale contro il campanile più alto del vostro comune. Una tragedia.
Così adesso tutti coloro che operano anche in qualche piccola realtà associativa, anche in associazioni “accoglienti” per la loro stessa natura, saranno costretti dal terrore di chi vi ricopre cariche di responsabilità a trasformarsi in tanti piccoli doganieri. Tanti piccoli funzionari di Maroni che richiedono documenti e permessi di soggiorno prima di permettere a qualcuno dalla pelle scura o dall’accento strano di sedersi ad un tavolino e giocare a dama con un “regolare”. Pena macchiarsi di chissà quale reato commesso chissà dove e chissà quando, da questi fantasmi più o meno realmente esistenti.
E non vale la vostra conoscenza delle leggi, della politica, della società, del mondo a tranquillizzare o a far cambiare idea ai presidenti della porta accanto. Le vostre parole rimbalzeranno come in una enorme stanza vuota, potreste sentirne quasi l’eco mentre continueranno a guardarvi con gli occhi sgranati e un po’ umidi e a ripetervi una sola parola: galera.
Perciò vi rivolgo un appello. Dopo aver firmato la petizione di medici senza frontiere , prima che il contagio della delazione passi anche ai bambini e che ci si possa dire fieri di vivere in una dittatura adulta e vaccinata, parlate anche con il presidente della porta accanto. Non lasciateli soli.
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Moratorie
dicembre 4th, 2008
A dire la verità una legge sull’argomento ci sarebbe già. L’articolo 8 della costituzione dice infatti che:
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Se ne deduce che possano organizzarsi come meglio credono e anche costruire luoghi di culto se non violano leggi dello stato. E comunque le leggi che regolano i rapporti dei gruppi religiosi vanno fatte di intesa con le relative rappresentanze. È un articolo cosi semplice che anche Cota e Maroni dovrebbero riuscire a capirlo. Penso che i costituenti abbiano pensato proprio a gente come loro quando hanno scelto questo linguaggio cosi semplice e preciso per scrivere la costituzione.
Escludendo dunque che non siano riusciti a capire delle frasi cosi ovvie rimane solo la possibilità che vogliano violarle consapevolmente e che dunque il loro obiettivo non sia la sicurezza ma libertà di culto.
Maroni ha detto infatti che “purtroppo non è mai agevole distinguere tra luoghi culto e luoghi in cui si svolgono altre attività, come anche reclutamento e la raccolta di fondi per finanziare il terrorismo e la preparazione di attentati”
Maroni avrà fatto la faccia più seria che gli sia mai riuscita per far credere che non sia proprio questo il lavoro che spetta a chi opera per la sicurezza: distinguere. Perché se non lo fa, se non distingue tra chi è un pericolo e chi non lo è, allora basa il suo operato sul pregiudizio e la discriminazione.
Se non riesco a distinguere un terrorista da una persona che prega un certo dio allora vieterò di pregare quel dio e arresterò tutti quelli che lo fanno nonostante quel divieto. Suona familiare?
Sempre il ministro utilizza i presunti pregiudizi ideologici contro la Lega per mascherare quelli che stanno dietro la proposta di Cota. "Il Parlamento farà le sue valutazioni, ma dire no pregiudizialmente solo perché la proposta arriva dalla Lega è il solito balletto dettato dal pregiudizio ideologico".
Dire no pregiudizievolmente alla costruzione di un luogo di culto solo perché la proposta arriva da musulmani non è il solito balletto dettato dal pregiudizio ideologico?
Direi proprio di si. Basta dare un occhiata alla proposta di legge di Cota, l’astro nascente della Lega, in attesa della quale chiede una moratoria a tempo indeterminato per la costruzione di moschee. Perché diciamocelo, oggi come oggi se non chiedi una moratoria non sei nessuno.
Dunque la proposta prevede che le moschee siano costruite solo con il permesso della regione interessata, se prima ci sarà stato un referendum sui cittadini che avrà dato esito positivo e purché vengano edificate ad almeno un chilometro di distanza da chiese o sinagoghe.
Quale di questi tre principi dovrebbe garantire la costruzione di moschee “sicure”?
Se non ci riesce il ministero degli interni a distinguere tra luoghi culto e luoghi in cui si svolgono altre attività ci dovrebbe riuscire la regione?
Il chilometro di distanza da chiese e sinagoghe è stato calcolato in base a qualche criterio di sicurezza? Avranno calcolato che se un terrorista esce dalla moschea urlando “vi faccio saltare tutti in aria” forse riescono a prenderlo prima che abbia percorso il km che lo separa dalla chiesa?
E il referendum quale sicurezza garantisce se non quella che neanche una moschea potrà essere costruita?
Allora vediamo se la proposta di Cota funziona. Sostituiamo alla religione la politica e ad una fede un partito. Uno a caso, la Lega. Potrà questo partito aprire una sede in una città? No, a meno che non abbia avuto il permesso della regione interessata, o prima ci sia stato un referendum sui cittadini che avrà dato esito positivo o purché vengano edificate ad almeno un chilometro di distanza dagli altri partiti. Intanto che non viene fatta la legge però si chiede una bella moratoria contro l’apertura di nuove sedi del suddetto partito.
Sarebbe un buon modo per eliminare la Lega, no?
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