La linea difensiva

gennaio 27th, 2011

Il Giornale ha cambiato linea difensiva. Dopo aver descritto Berlusconi come un vecchio solo e bisognoso di affetto e quindi autorizzato a procurarsi piacere e compagnia come più gli aggrada, cosa che non deve essergli piaciuta, sono tornati a spulciare il passato degli avversarsi nel tentativo di delegittimarne gli attacchi, politici o giudiziari.

Quindi i segugi de Il Giornale ieri hanno scoperto che Vendola è gay, mentre oggi la notizia è che la Boccassini ha baciato un uomo in pubblico.

Domani è previsto un articolo sul Bersani colto in flagrante dalla mamma mentre si faceva le pugnette in bagno.

Domani l’altro quella volta che il preside colse D’Avanzo a pomiciare con una compagna di classe in terza media (sesso con una minorenne).

Buste, bustarelle e bustarsizio

gennaio 24th, 2011

In questi giorni ho scoperto che il lavoro nero non esiste. In pratica io che lavoro in un bar, quelli che fanno i camerieri e i muratori e come me non hanno un contratto, a fine mese non vengono volgarmente pagati. Ricevono un aiuto dai loro generosi benefattori. Se avete fatto un buon cappuccino, se avete servito i clienti e siete stati abbastanza riverenti nei confronti del capo, se siete saliti su delle impalcature non a norma senza lamentarvi troppo, ecco allora che riceverete anche voi una bella busta con un po’ di soldi dentro. Un regalo, non uno stipendio. Perché queste persone vi hanno a cuore e allora in cambio della vostra servizievolezza vi offrono la loro solidarietà. Cosi se una prostituta vi fa un pompino, o una ballerina si dimena vestita da infermiera a seno nudo avvinghiata a un palo e voi gli date dei soldi, non la state volgarmente pagando, le siete vicini e la aiutate a risolvere un problema che può essere la casa, la cena, la mensa della figlia. Insomma dimostrate che ci tenete a lei. In fin dei conti abbiamo scoperto che il lavoro nero e la prostituzione non esistono e che gli italiani sono un popolo molto solidale, a cominciare dal loro Presidente del Consiglio.

Bocca di rosa

gennaio 21st, 2011

Ecco, che poi il rischio è sempre quello. Chi ci rimette, chi riceve il marchio, è sempre la “puttana”. Odiata dalle donne, disconosciuta dagli uomini che fino a qualche ora prima ne traevano piacere. E infatti le 14 amiche di Berlusconi hanno già ricevuto la lettera di sfratto dall’amministrazione del condominio nel quale alloggiavano su pressione di tutti gli altri coinquilini "per bene". Le aiuteranno Berlusconi, Mora e Fede questa volta?

E Berlusconi, non lo sfratta nessuno. No, Berlusconi è anzi un donnaiolo che si vive la vita. E sullo stesso giornale dove se ne glorificano le gesta, le donne con cui amava passare le serate vengono dipinte come “esercito di sgallettate col corpo più sviluppato dello spirito” le cui famiglie fanno orrore, “fa orrore la complicità di certi padri, di certi fratelli, di certe madri. Fa orrore questo agghiacciante «sostegno famigliare», questa ingordigia piccolo borghese, offesa dalle abbondanze altrui e disposta a tutto pur di col­mare il solco segnato dall’ingiustizia.

Invidia

gennaio 19th, 2011

Io poi questa cosa dell’invidia proprio non la capisco. Tutte le sere tornando a casa da lavoro passo lungo una strada dove si può trovare un’ampia scelta di signorine di tutte le età e di tutte le provenienze, disposte a passare la notte con chiunque le paghi. E fidatevi, non servono buste da 5000 euro, né 5 milioni per farle stare zitte il giorno dopo. Un italiano qualunque può avere la sua Ruby per poche decine di euro. Altro che pompini a 300 euro. Quindi cosa ci sarebbe da invidiare delle serate di Berlusconi? La presenza di Emilio Fede e Lele Mora?

Game Over

gennaio 18th, 2011

L’argomento l’avevo già affrontato qualche mese fa, prima ai tempi di Noemi Letizia e poi ai tempi della D’addario. Non mi sembra ci sia molto da aggiungere. È cambiato il nome delle protagoniste, quella di oggi è Ruby Karima, insieme a Barbara Guerra, Eleonora e Imma De Vivo,  Maria Esther Garcia Polanco, Natalia Bush Raissa Skorkina e altre. Si conoscono altri particolari come il quartiere dove Berlusconi immagazzina le partecipanti ai suoi festini, il tariffario per le diverse prestazioni (300 euro per un pompino), il ruolo di Fede, Lele Mora, Nicole Minetti e quello di un certo Spinelli. Ma la sostanza non cambia.

Mi sono letto “divertito” gli editoriali de Il Giornale in difesa del Presidente del Consiglio.

C’è chi ci ha ricordato che la prostituzione esiste da sempre (ma è questo governo che ha inasprito le pene per clienti e prostitute), chi ha detto che la differenza di età non è un crimine citando Lolita (dimostrando di non aver letto molto bene quel romanzo), chi ha detto che in casa propria ognuno è libero di fare quello che vuole (anche sacrifici umani?), chi ha detto che è Silvio ad essere sfruttato descrivendolo come un uomo infelice e solo “convinto di ritrovare nelle fresche risate quell’energia di gioventù e di gioie, che nel trascorrere degli anni sovente evapora” (credo di fargli un bel servizio),  chi sostiene che per telefono diciamo tutti cazzate (e quindi sono tutte cazzate le intercettazioni telefoniche, da quelle di Ruby a quelle di un terrorista), chi ha sostenuto che Ruby non era minorenne nelle fattezze (ne dimostrava di più), chi ha detto che in fondo è quasi maggiorenne, chi ha proposto di abbassare l’età a cui si diventa maggiorenni, chi dice che in fondo tutti noi scambiamo qualcosa per fare sesso, cene, fiori, cinema, e quindi in fondo le donne sono tutte prostitute,  chi ha detto lo ha paragonato ad uno dei tanti vecchietti che si fanno sposare da delle giovani e avvenenti donne dell’est, chi lo ha paragonato a Kennedy (che aveva 40 anni quando è diventato presidente) e potrei andare avanti per delle pagine.

Ma come ha scritto Luca Sofri tutti questi difensori hanno forse danneggiato l’unica linea difensiva possibile. Negare tutto.

Chi scrive non ha mai sostenuto che la prostituzione dovesse essere un reato. Poi ognuno può avere l’opinione che vuole rispetto a quella pratica, usufruirne o ritenerla degradante, ma non ci sono vittime in un reato come quello, a meno che non venga svolto sotto schiavitù. Si sono dovuti inventare il concetto di decoro, e prima ancora di offesa al pubblico pudore.

Chi scrive è dell’opinione che la legge voluta da questo governo per inasprire le pene contro la prostituzione ed in particolare quelle che hanno innalzato a 18 anni l’età in cui si può esprimere un consenso ad un rapporto sessuale fossero sbagliate e avrebbero procurato solo danni.

Chi scrive dunque non può essere accusato di moralismo.

Chi è moralista è chi dichiara di voler ripulire le strade dalla prostituzione per impedire la vista di uno spettacolo osceno ai figli e alle figlie delle famiglie che abitano le nostre città e poi si riempie la casa delle prostitute che ha tolto dalla strada e forse anche delle figlie alle quali voleva impedire quella vista.

I problemi sono altri e meglio di me ne ha scritto Giovanni Fontana

Quello che è triste è che non dovremmo aspettare né la fine delle indagini né l’eventuale giudizio degli elettori nel caso in cui Berlusconi si volesse far assolvere dal popolo perché in ogni altro paese civile del mondo Berlusconi sarebbe stato costretto nella riprovazione generale a rassegnare le dimissioni e ritirarsi, questa volta si, a vita privata. Quando si viene scoperti il gioco finisce. Game over. Qui invece si sta ancora discutendo e ho paura che lo si farà ancora a lungo.