L’occasione mancata
Quello che appare ancora più chiaro dal voto delle amministrative è il suicidio politico del PD, che ne esce si vincitore, ma con un pugno di mosche (comuni) in mano, anziché con un governo e un presidente del consiglio sua espressione. Se le percentuali del Movimento 5 Stelle siano o no un boom conta fino ad un certo punto perché con questi numeri l’unica forza politica in grado di governare il paese sarebbe stato il PD. Sarebbe bastato presentarsi alle elezioni con una leadership abbastanza credibile (ma neanche troppo) e un programma anche un pelo diverso da quello del governo Monti perché, come anche questa tornata elettorale dimostra, c’è tanta gente che voterebbe PD anche se nel programma ci mettesse una colonscopia settimanale obbligatoria.
Lo dico perché in tanti nel PD, non mi riferisco solo a Bersani, ma anche ai consiglieri dei piccoli comuni, non si rendono conto che stanno dissipando un patrimonio di consenso enorme che prima o poi finirà. E quel consenso di rendita è l’unica risorsa che rimane agli eredi di quello che è stato il più grande partito comunista di un paese occidentale per provare a governare uno stato facendo qualcosa di sinistra e provando a far cambiare idea a chi questa volta è rimasto a casa o ha votato Grillo.
Invito gli amici del PD ad evitare di ridicolizzare il Movimento 5 Stelle e soprattutto chi lo vota. Se vi fosse sfuggito, potrebbe essere gente che fino a poco tempo fa ha votato PD e che potrebbe tornare a farlo se invece che prenderla per il culo provaste a capire se c’è qualcosa di buono in quel “non partito” e a farlo vostro, se invece che allontanarla definitivamente come un amante tradito provaste a capire perché vi ha preferito qualcun altro senza dar loro esclusivamente la colpa.
Lo dico non avendo mai espresso simpatia o apprezzamento per ciò che Grillo dice e scrive, né troppa comprensione per chi mai si è interessato di politica e adesso avendo visto la luce si permette di dare lezioni a tutti, ma un osservatore può pure permettersi il lusso di essere snob, sprezzante, presuntuoso. Voi no. Andateci piano con Facebook e Twitter, che un anno è lungo da passare.
In Politica | Tags: amministrative 2012, grillo, monti, pd, sinistra | Comment (0)Le figurine di Veltroni
“Non possiamo lasciare Monti alla destra” dice Veltroni e forse c’ha pure ragione, ma io alla destra gli lascerei in cambio proprio lui visto che pare essersi dimenticato che cosa voglia dire essere di sinistra (dopo essersi già dimenticato cosa voleva dire essere comunista).
Non è che basti fare qualcosa. So che da vent’anni a questa parte tutti si sono occupati di parlare di grandi riforme e invece sono state fatte solo la legge antifumo, la patente a punti e l’abolizione dell’obbligo di leva, ma non è che per questo allora va bene tutto. C’è gente che si è dimenticata l’abc della politica durante questo ventennio di sabbie mobili. Gente come Veltroni ma anche gente come il vostro sindaco forse. C’è gente che si è dimenticata che se gli obiettivi possono essere comuni, tipo il pareggio di bilancio, non sono comuni i modi con cui ottenerlo. Perché se io per raggiungere quell’obiettivo aumento le tasse indirette contribuisco ad aumentare le differenze tra chi ha meno e chi ha di più e questa è una cosa di destra nonostante gli intellettuali di tutte le specie continuino a disquisire sul fatto se abbia ancora senso dirsi di destra o di sinistra.
Mantenere le differenze tra le classi sociali, mantenere lo status quo è la definizione del conservatorismo i cui esponenti per tradizione si siedono nella parte destra dei parlamenti di tutto il mondo. Per ora Monti questo ha fatto. Se in futuro riuscirà a fare qualcosa che vada nel senso di una redistribuzione più equa della ricchezza allora potremo dire che avrà fatto una cosa di sinistra. Sarà comunque difficile etichettare come di sinistra il complesso delle politiche messe in atto dal governo Monti. Che poi si possano condividere alcune cose è un altro discorso. Dovrebbe essere la normalità condividere il rispetto delle regole con gli avversari politici e far emettere gli scontrini a tutti non è una cosa di sinistra, è far rispettare la legge.
Non lo so com’è che un tempo Veltroni abbia avuto anche la mia stima. Sarà che ero poco più che adolescente e lui regalava le videocassette e gli album delle figurine con l’Unità. Io però poi sono cresciuto e lui invece è ancora li che gioca con le figurine. Ora vorrebbe mettere quella di Monti nel l’album del PD. Non lo può lasciare alla destra. E mi chiedo chissà chi altro non vorrebbe lasciare alla destra.
Che possiamo lasciare alla destra Holly & Benji? Che gli possiamo lasciare Don Zauker? Che non vorresti prendere Godzilla nel PD? O non gli vorremo mica lasciare Emma Morrone?
Boh. Comunque un altro che faceva le cose era Mussolini.
In Politica | Tags: destra, monti, sinistra, veltroni | Comments (2)Se non ieri quando? E domani?

Bene, la manifestazione di ieri è stata un gran successo, anzi le manifestazioni di ieri sono state un gran successo. Certo, non sono mancate le contraddizioni. C’era chi poneva l’accento sul fatto che zitta non ci era mai stata e chi osannava Concita per aver dato finalmente dato voce alle donne, c’era chi voleva gridare al mondo che era una donna per bene e chi voleva rivendicare il proprio diritto a darla a chi e per quanto gli pareva. C’erano quelle che l’Italia va avanti grazie a quelle che vanno a letto presto leggendosi un buon libro e quelle che a letto presto non ci vanno mai e ne vanno fiere. C’era anche chi voleva solo le dimissioni di Berlusconi. Bene.
Lo slogan era “Se non ora quando?”. Qualcuno per fortuna ci ha aggiunto il “sempre”. Si perché la mia domanda è: e adesso?
Che facciamo? Stiamo a guardarci come siamo venuti bene nelle foto di ieri? Stiamo a fare a gara a chi aveva il cartellone più fico? Torniamo alle nostre scrivanie a cliccare mi piace e a dirci quanto siamo state/i brave/i? Torniamo a guardare Lerner, Floris, Santoro?
Io non dico mica che dobbiamo per forza prendere esempio da egiziani e tunisini che sono rimasti in piazza giorno e notte finché non hanno ottenuto la fuga dei loro presidenti. Potremmo però almeno prendere l’esempio dai francesi che quando fanno uno sciopero generale lo portano avanti finché possono, e se possono lo portano avanti finché non ottengono quello che vogliono. Un rinnovo contrattuale, l’abrogazione di una legge, etc.
Insomma, ora che si fa? Stiamo ad aspettare che Berlusconi benevolmente ci conceda di levarsi dai piedi. Ci ha già fatto sapere che è stata la solita manifestazione faziosa (come se ce ne fossero di altri tipi) e che lui da li non si schioda. Che si fa?
In senza categoria | Tags: berlusconi, donne, politica, sinistra | Comment (1)E Vendola la spara in curva

Quando Vendola comincia con la sua “narrazione” a me si contraggono i muscoli dello stomaco e dell’intestino. La fatica che fanno le parole ad uscire dalla sua bocca mi provocano un’ansia che non so descrivere. Oltretutto si cimenta nella pronuncia di vocaboli non esattamente semplici. Quando parla sembra che gli abbiano scritto i testi Franco Battiato o Carmen Consoli. Non so come abbia fatto, con quel linguaggio, a convincere il pugliese medio a votarlo. Forse in Puglia si parla così. Forse in Puglia “contumelia” e “turlupinato” sono parole di uso comune. Ma non è questo il punto.
Il punto è che Giovedì scorso, ad Annozero, Vendola ha avuto tre o quattro volte l’occasione di segnare a porta vuota ed ha sparato il pallone in curva.
Quando, dopo l’ennesima volta in cui, con la sua “narrazione”, dipingeva la realtà attuale del nostro paese e indicava la necessità di costruire una “narrazione” diversa da quella Berlusconiana e di indicare un modello e un sogno diverso da quello Berlusconiano, per far uscire dalla precarietà un popolo intero e intorno a cui aggregare tutte le forse di centro sinistra, a turno e più volte, Irene Tinagli e Nicola Porro gli hanno chiesto due cose da fare, due provvedimenti concreti con i quali cominciare ad uscire dallo scenario da lui dipinto.
Santoro lo ha pure aiutato. Gliene ha chiesto uno solo perché doveva andare in pubblicità. Ecco a quel punto Vendola a ricominciato con la “narrazione” andando a spulciare il dizionario dei sinonimi e dei contrari e ha ridetto per la decima volta in mezz’ora la stessa cosa ma, ovviamente, non ha risposto alla domanda. E ha continuato a non farlo per tutta la trasmissione.
E tu sei li che guardi e pensi: adesso glielo dice, adesse gliele canta, adesso vedi come te lo dipinge bene con tutte quelle parole il sogno del paese che vorresti, ora lo vedi che esplosione di idee.
Ed invece no. La filastrocca a memoria. La narrazione, ancora una volta. E ti si sbriciolano le palle.
Perché te un paio di cose da fare le sapresti. Per questo ti prende la rabbia. Come quando l’attaccante della tua squadra un po’ sfigata si trova davanti alla porta spalancata e sta per mettere dentro il pallone della prima vittoria dopo tanto tempo ed invece, quando sembrava più difficile sbagliare che farlo, lui sbaglia. Ti fa rabbia, perché sei quasi sicuro che quello lo avresti segnato anche tu.
In senza categoria | Tags: politica, sinistra | Comments (10)I diritti sugli striscioni

Riflettevo sulla manifestazione della CGIL di sabato. Mi colpisce sempre come sia possibile affermare con tanta veemenza il valore di certi diritti quando si scende in piazza e comportarsi come se non esistessero per il resto del tempo. Non si tratta qui di ipocrisia ma di qualcosa di diverso, più vicino a una dissonanza cognitiva.
In tanti non si rendono conto che da quando sono entrate in vigore tutte le nuove leggi sul lavoro, con l’istituzione dei più assurdi tipi di contratto, non c’è stato nessuno che si sia tirato indietro dall’usarli o abusarne. E la differenza è assai sottile se si ritiene che i nuovi contratti regolino più che altro nuove forme di schiavitù. La stessa CGIL e istituti satelliti utilizzano i contratti di collaborazione occasionale con retribuzioni a “cottimo” e senza contributi previdenziali. Migliaia di cooperative rosse e bianche lo fanno. Cosi come migliaia di cooperative iscrivono i propri collaboratori alla gestione separata dell’Inps, una vera e propria truffa di stato. E ovviamente non è tutto qui. Il lavoro nero è diffusissimo in una regione come la Toscana, in tutti i settori, dalla ristorazione al turismo, dall’edilizia all’agricoltura. E più che altro in tutti gli ambienti, anche in quelli gravitanti attorno a tutto ciò che è stato il PC e adesso è PD.
Ma, come dicevo, quello che si scrive sugli striscioni non è indicativo di come poi ci si comporta nella realtà. Magari si è perfettamente al corrente di situazioni che vanno dallo sfruttamento della deregolazione del mercato del lavoro all’illegalità pura e semplice, ma quando se ne viene in contatto si preferisce non vedere. Oppure non ci si riesce proprio. Che è quello di cui parlavo all’inizio.
Ci si alza alle 5 di mattina con la bandiera rossa in mano per invadere la capitale ma poi si è pronti a giustificare paghe da fame o assenza di diritti affermando semplicemente che nessuno obbliga una persona a continuare a lavorare in un posto dove ritiene di essere sfruttato. Oppure la si butta in una bizzarra sfida a chi ha meno diritti, come se fossero cicatrici da mostrare in giro con orgoglio accanto al tatuaggio del “Che” in un gioco a chi è più “proletario”. A nessuno passa neanche per l’anticamera del cervello, non dico di denunciare il tutto, ma neanche di parlare con persone che spesso sono amici o “compagni” per provare a convincerli che forse un mondo un po’ più giusto si comincia a farlo trattando con rispetto le persone che lavorano con te o per te, prima di andare a pretendere leggi più giuste da chi non ha il minimo interesse a farle.
In senza categoria | Tags: lavoro, partito democratico, sinistra | Comments (2)
